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Tarcisio Burgnich è morto a 82 anni: addio all’ex difensore di Inter e Napoli

Addio a Tarcisio Burgnich, storico terzino dell'Inter e della Nazionale: l'ex campione d'Europa 68 si è spento all'età di 82 anni.

Tarcisio Burgnich morto

Il calcio piange la scomparsa dell’ex difensore di Inter e Napoli Tarcisio Burgnich, morto all’età di 82 anni dopo una lunga malattia. Nel 1968 era stato campione d’Europa con l’Italia e due anni dopo vicecampione del mondo.

Tarcisio Burgnich morto

Burgnich è deceduto in Versila, dove viveva da molti anni, all’ospedale San Camillo di Forte dei Marmi. La sua carriera è legata soprattutto all’Inter, di cui ha indossato la maglia dal 1962 al 1974 divenendo uno dei pilasti della Grande Inter di Angelo Moratti e Helenio Herrera. Armando Picchi, compagno di squadra nel club nerazzurro e in nazionale, lo aveva soprannominato “Roccia” per la sua prestanza fisica.

A lui si sono ispirati futuri specialisti della marcatura a uomo come Claudio Gentile e Pietro Vierchowod.

Tarcisio Burgnich morto: la carriera

Originario di Ruda, in Friuli, l’ex calciatore è considerato uno dei migliori difensori italiani di sempre. Terzino destro, stopper o libero, dopo essere cresciuto nell’Udinese è passato alla Juventus ma senza trovare sufficiente spazio. A seguito di una breve parentesi nel Palermo, è approdato all’Inter nel 1962 divenendo un tassello fondamentale della difesa di Helenio Herrera.

Burgnich ha indossato la maglia nerazzurra per dodici anni, periodo in cui ha collezionato 467 presenze, segnato 6 gol e conquistato 8 trofei tra cui 4 scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. La sua carriera si è chiusa al Napoli.

Con la maglia azzurra della Nazionale ha fatto parte del gruppo che nel 1968 ha trionfato all’Europeo, ancora oggi unico successo dell’Italia nella manifestazione, ed è poi arrivato in finale a Messico 1970 arrendendosi solo al Brasile di Pelè dopo il 4-3 contro la Germania. Alla fine degli anni Settanta ha anche intrapreso la carriera di allenatore occupando, fra le altre, le panchine di Catanzaro, Bologna, Como, Cremonese e Pescara, ultima sua esperienza a inizio 2001.

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