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Tassa sul fumo
Cronaca

Tassa sul fumo

nullAnche in Liguria, la posizione della Federazione italiana tabaccai (Fit) è di preoccupazione rispetto alla proposta di aumentare le tasse sulle sigarette per evitare l’introduzione dei ticket sanitari da parte delle Regioni. L’ipotesi riguarderebbe un rincaro di 20-30 centesimi a pacchetto, ma la Federazione tabaccai avverte: l’aumento finale sarebbe ben più alto e se i tabaccai falliscono, è un disastro per tutti.
«Non è facile capire quale sarebbe l’impatto del rincaro: un aumento delle imposte ha un effetto moltiplicatore sul prezzo finale del pacchetto», ha spiegato Giorgio Pastorino, presidente della Fit per la provincia di Genova, intervenuto in diretta su Radio19. «Già ora il costo dei prodotti da fumo è costituito al 60% da imposte, una percentuale molto elevata. Sono perplesso da quella che mi era sembrata una boutade estiva di Umberto Bossi, che è stata cavalcata dalle Regioni che ovviamente non vogliono il ticket. E non mi sorprende il gelo con il quale è stata accolta dal ministero del Tesoro».

«Il prezzo delle sigarette – ha continuato Pastorino – è già molto elevato, ci sono stati due aumenti in un anno, ed è in linea con gli altri paesi europei. Fanno eccezione solo la Spagna, dove il pacchetto costa circa 3 euro e 30, e la Slovenia, dove siamo sotto i tre euro».
Ma i tabaccai italiani, che oggi vendono di tutto e che offrono numerosi servizi al cittadino, dipendono ancora così tanto dalle “bionde” per sopravvivere? «Sì, le sigarette sono ancora il nostro “core business”», replica Pastorino, «e abbiamo l’esperienza recente dei colleghi francesi, dove con gli aumenti imposti dal governo transalpino sui prodotti da fumo si sono trovati in grande difficoltà. Un aumento che non ha cambiato niente, il mercato legale è crollato del 30% e alla fine lo Stato ha dovuto avviare delle iniziative per aiutare la categoria».
Uno scenario che in Italia potrebbe essere anche peggiore, secondo Pastorino. «L’aumento dei costi per i cittadini potrebbe essere ancora più grave, proprio perché lo Stato ci ha delegato una serie di nuovi servizi anche per togliersi delle spese dal groppone. Se le tabaccherie chiudono, lo Stato dovrebbe di nuovo accollarsi la gestione di questi servizi con un ulteriore aumento dei costi: non ci guadagnerebbe nessuno. E’ ovvio che il ticket, quale tassa sulla salute, non piace a nessuno: ma bisogna pensare a che cosa potrebbe succedere con l’aumento indiscriminato del prezzo del tabacco».

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