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La guerra costa cara a Italia ed Europa, ma non alla Russia: le sanzioni funzionano davvero?

La guerra ha causato un'impennata dei tassi di interesse sui titoli di Stato italiani e dei Paesi europei, mentre la tendenza è inversa sui titoli russi. Cosa sta succedendo?

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Dopo un mese di guerra in Ucraina, anche il rischio-Europa è finito sotto tiro. I tassi di interesse sono saliti in tutta l’eurozona, Germania inclusa: il rendimento dei Bund decennali è salito in marzo dello 0,8%, un balzo in linea con quello dei tassi sui titoli di Stato di Italia, Portogallo, Francia, Spagna, Irlanda e Ungheria.

La sorpresa è un’altra: il debito russo. I tassi dei bond sovrani di Mosca sono scesi del 2% in una settimana e del 2,7% nell’ultimo mese. Scesi, non saliti: una sfida alle leggi di gravità, nel pieno di una guerra, e di un embargo occidentale esteso a tutto campo.
Certo, la guerra costa cara per tutti. Ma certi “sconti” sono davvero misteriosi: come quelli sul debito russo, che secondo le agenzie di rating sarebbe invece in default.

E le famose sanzioni anti-Rublo? Misteri del nuovo disordine globale. E di una ri-globalizzazione dei conflitti senza cabine di regia. Salvo quella dei mercati.

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