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Tentata scalata a Mediaset, blitz del gdf nella sede Vivendi
Cronaca

Tentata scalata a Mediaset, blitz del gdf nella sede Vivendi

Vivendi

Perquisizioni nella sede Vivendi da parte di finanzieri della Gdf di Milano, assieme a rappresentanti della Gendarmeria di Parigi.

Perquisizioni in atto nella sede Vivendi da parte finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Gdf di Milano, assieme a rappresentanti della Gendarmeria di Parigi. Si tratta di perquisizioni che riguardano l’inchiesta sulla tentata scalata del gruppo francese a Mediaset. Tale indagine era nata in seguito di un esposto di Fininvest e Mediaset e in questo momento vede indagati il patron del gruppo francese Vincent Bollorè e l’Amministratore Delegato Arnaud De Puyfontaine.

Perquisita sede Vivendi

I finanzieri del Nucleo di polizia valutaria della Gdf di Milano, in collaborazione con rappresentanti della Gendarmeria di Parigi, stanno effettuando delle perquisizioni nella sede di Vivendi nella capitale francese.

Si tratta di perquisizioni che arrivano nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata scalata a Mediaset da parte del gruppo francese. L’indagine dei pm Fabio De Pasquale e Silvia Bonardi era nata in seguito ad un esposto di Mediaset e Fininvest. In questo momento, l’indagine vede come indagati il patron di Vivendi, Vincent Bollorè, e l’Amministratore Delegato del gruppo francese, Arnaud De Puyfontaine.

L’inchiesta

Da quanto è emerso dalle prime informazioni raccolte, l’attività investigativa dei finanzieri, coordinata dalla Procura di Milano, non si sta concentrando solamente negli uffici francesi di Vivendi.

Ma anche nella sede della banca di investimento Natixis.

Lo scopo degli investigatori è quello di puntare ad acquisire tutta la documentazione sull’acquisto di azioni Mediaset da parte di Vivendi. L’inchiesta era cominciata nel dicembre del 2016, in seguito al mancato acquisto della piattaforma Mediaset Premium da parte del gruppo francese.

In particolare, Mediaset e Fininvest hanno presentato un esposto contro Vivendi, in cui sostengono che il gruppo francese abbia creato appositamente delle condizioni necessarie per far scendere il titolo Mediaset. In questo modo, Vivendi avrebbe potuto lanciare la scalata a prezzi di sconto.

Le accuse contro Vivendi

I due indagati, il patron di Vivendi Bollorè e l’Amministratore Delegato De Puyfontaine, sono accusati di aggiotaggio. Nel corso di questi mesi, sono già stati ascoltati diversi testimoni. Tra cui anche il Cfo di Mediaset, Marco Giordani, e pure Tarak Ben Ammar, che è il consigliere di amministrazione di Vivendi e di Telecom e mediatore nel contratto di acquisto di Mediaset Premium.

Ma non solo.

Lo scorso aprile, infatti, è stato ascoltato in Procura come teste anche Pier Silvio Berlusconi, amministratore delegato di Mediaset.

Nel frattempo, la prossima udienza nella causa civile tra Mediaset e Vivendi è fissata per il 19 dicembre. Prima dell’estate, nel procedimento, Fininvest e Mediaset hanno mosso delle nuove accuse nei confronti di Vivendi. Ovvero quelle di violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo.

La risposta di Vivendi

Dopo le perquisizioni da parte della Gdf nella sede francese, immediata è stata la replica da parte di Vivendi: “L’iscrizione dei dirigenti di Vivendi nel registro della Procura di Milano è il risultato della denuncia infondata e ingiuriosa presentata da Berlusconi contro Vivendi dopo la sua ascesa al capitale di Mediaset. Questo atto non indica in alcun modo un’ accusa nei confronti di qualcuno”.

Inoltre, Vivendi ha aggiunto che si tratta di una indagine di routine, in quanto il gruppo è trasparente.

© Riproduzione riservata

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