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Terremoto di Amatrice: i primi 5 indagati per crolli a Rieti

Cinque indagati per il crollo che ha distrutto le case popolari dell'Ater, provocando la morte di 18 persone. L'accusa è di disastro e omicidio colposi, e lesioni.

Amatrice

Sono 5 i soggetti indagati per il crollo delle case popolari dell’Ater provocato dal terremoto che colpì Amatrice lo scorso anno: il bilancio fu di 18 morti.

I dettagli sugli indagati per il terremoto di Amatrice

Gli indagati sono dei responsabili della ditta di costruzioni e dell’Ater di Rieti: Ottaviano Boni, direttore tecnico della Sogeap srl che si occupò della costruzione delle palazzine; Luigi Serafini, amministratore unico della stessa società, Franco Aleandri, presidente pro-tempore dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Rieti; Maurizio Scacchi, geometra dipendente del Genio Civile di Rieti, ed infine Corrado Tilesi, ex assessore del Comune di Amatrice.

Sono questi i nomi dei primi indagati per la tragedia di Amatrice. Le accuse a carico dei cinque indagati sono di disastro e omicidio colposi, e lesioni: l’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Giuseppe Saieva e svolta anche dal pm Rocco Maruotti.

Proprio il pm di Rieti, Rocco Maruotti ha dichiarato, in seguito alle accuse: “Per come erano state realizzate sarebbero crollate con qualsiasi sisma”.

“Tutti i pilastri risultavano molto sottili, con spessore prevalente pari a 20 cm, e la loro armatura era esigua”, proseguono ancora i pm della Procura di Rieti. La notizia dell’inchiesta e dei cinque indagati è giunta in esclusiva dal Tg1, che ha inoltre spiegato che le case popolari risalivano agli anni anni ’70 e che al loro interno si è verificato il maggior numero di morti del sisma che ha colpito Rieti.

“Le palazzine sono state costruite molto male, e questo non si è verificato per altre palazzine costruite nella stessa piazza dalla stessa impresa. Sono andati a risparmio, un problema di costi e di profitti.

Il fatto che si tratti di un edificio costruito dallo Stato ci addolora, bisognerebbe fare di più, laddove c’è una responsabilità pubblica le cose appaiono sicuramente di una gravità maggiore”, ha dichiarato il Procuratore capo di Rieti, Giuseppe Saieva.

Nel frattempo le indagini da parte delle autorità e della procura proseguono, con l’obiettivo di scoprire eventuali responsabilità della tragedia.


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