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Terremoto in Messico, scossa di magnitudo 8: 26 morti, rientrato allarme Tsunami

Terremoto

Violentissima scossa di terremoto avvertita questa mattina (ora italiana) in Messico. Secondo i primi dati la magnitudo del sisma sarebbe pari a 8.0.

Violentissima scossa di terremoto avvertita questa mattina (ora italiana) in Messico.

Secondo i primi dati la magnitudo del sisma sarebbe pari a 8.0.

Messico, violento terremoto di magnitudo 8.0: tutti i dati del sisma

Questa mattina intorno alle 6.49 (ora italiana) è stata avvertita una violentissima scossa di terremoto in Messico. Secondo i primi dati forniti dall’Usgs (l’istituto geologico statunitense), la magnitudo del sisma sarebbe pari a 8.

L’epicentro del terremoto è stato in particolar modo registrato nell’oceano a 34 chilometri di profondità e a 120 chilometri al largo della città di Tres Picos (uno stato del Chiapas),davanti alla costa sud occidentale del Messico e quasi al confine con il Guatemala.

Il forte sisma è stato poi successivamente seguito da altre sei scosse di magnitudo tra 4,4 e 5,7.

Inoltre, lo Us Geological Survey ha anche diramato una possibile allerta tsunami che oltre la costa occidentale del Messico interessa pure Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

Secondo quanto riferito dall’istituto, la scossa è in grado di provocare onde alte fino a tre metri, con un rischio che è considerato decisamente elevato nelle prossime tre ore.

Il panico tra la gente: molte persone hanno abbandonato le loro abitazioni

La potenza di questa scossa è stata talmente forte che ha fatto addirittura tremare i palazzi della Capitale, nonostante sia lontana circa mille chilometri dall’epicentro in cui si è verificato il terremoto.

Ovviamente si è scatenato il panico fra la gente, tanto che il sisma ha provocate vere e proprie fughe di massa nelle strade. Le sirene degli allarmi hanno cominciato a suonare, in alcune zone di Città del Messico è andata via anche la corrente elettrica, tanto che diverse persone hanno deciso di abbandonare le loro abitazioni.

L’agenzia della Protezione Civile ha fatto sapere che si tratta del terremoto più violento dopo quello del 1985, che provocò migliaia di vittime.

Dopo pochi istanti da quando è stato avvertito il sisma, sulla città hanno cominciato a volare elicotteri della protezione civile per cercare di verificare e stabilire se ci fossero stati dei crolli. La Pemex, la compagnia petrolifera statale, ha annunciato anche l’avvio sui propri impianti. In particolar modo sulla raffineria di Salina Cruz, che si trova proprio nella regione in cui è stato individuato l’epicentro del terremoto.

Infine, le autorità del Salvador hanno messo in preallarme le comunità locali per quanto riguarda una eventuale evacuazione della popolazione dalle zone costiere.

Primo bilancio delle vittime: ventisei morti, di cui due bambini

Il bilancio parziale parla di almeno 26 morti, di cui due bambini. Il nuovo bilancio arriva dalla Bbc online. Il governatore dello Stato di Oaxaca, Alejandro Murat, ha detto che 20 persone sono morte nel suo Stato, incluse 17 nella cittadina di Juchitán. Altre quattro persone sono decedute nello Stato del Chiapas ed un bambino e un neonato nello Stato di Tabasco.

Si tratta della scossa “più forte e di maggior magnitudo degli ultimi cento anni”, ha precisato il presidente messicano Enrique Pena Nieto. Quello che preoccupa in queste ore sono le “repliche” – che finora sono state 65 – più che l’allerta tsunami, ha aggiunto il presidente parlando dalla sede della protezione civile nella capitale. “E’ stato un sisma molto lungo, tutti noi qui lo abbiamo sentito”, ha aggiunto.

Intanto, il governo del Messico ha fatto rientrare l’allerta tsunami dopo il potente terremoto nella notte. In alcune aree della costa colpita dalla scossa ci sono comunque onde molto alte e i governatori degli stati del sudest, quali Oaxaca, Chiapas e Tabasco, hanno chiesto alle popolazioni dei villaggi lungo le coste di allontanarsi.