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Terrorismo, arrestate due persone a Chiasso: possibili legami con attentato di Marsiglia

Arrestati due tunisini dalla polizia cantonale a Chiasso, sospettati di terrorismo e di avere legami con l'attentatore della stazione di Marsiglia.

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Due tunisini, entrambi richiedenti asilo, sono stati da poco arrestati dalla Polizia cantonale svizzera nei pressi di Chiasso, nel Canton Ticino, su segnalazione dei colleghi italiani. L’accusa è di essere un potenziale pericolo per la sicurezza interna del paese elvetico. Sono entrambi sospettati di terrorismo.

L’ipotesi di terrorismo

Si sospetta esista un collegamento diretto con i recenti fatti dell’attentato compiuto a Marsiglia da un loro connazionale. I due infatti potrebbero essere collegati con il tunisino Ahmed Hannachi, l’accoltellatore della due giovani ragazze francesi, atto compiuto pochi giorni fa davanti alla stazione di Marsiglia, avente caratteri bizzarri secondo gli inquirenti (il modus operandi dell’attentatore è stato in effetti giudicato anomalo dalle autorità francesi che indagano sul caso) e per cui al momento si indaga anche in Italia, specificatamente sui familiari del terrorista tunisino e sui loro precedenti.

Ma l’ipotesi di terrorismo per i due sospettati e del loro legame con l’attentatore nordafricano , al momento, sono solo indiscrezione, non confermate da nessuna fonte ufficiale della Polizia elvetica.

La possibile esistenza di una base logistica in Italia

Si sospetta inoltre, fondato sempre su dati puramente ipotetici, l’esistenza di una rete logistica di supporto agli atti terroristici avente base in Italia. Al momento anche per questa ipotesi manca una conferma da parte delle autorità che continuano a indagare.

Al momento i due tunisini sono trattenuti presso le carceri della guardie cantonali, mentre in Italia, il fratello dell’attentatore di Marsiglia, Anis Hannachi, è in stato di arresto, a opera della Digos di Bologna, da Sabato scorso, ed è stato condotto presso il carcere di Ferrara. Su di lui pendeva un mandato di cattura europeo. Quest’ultimo pare avesse forti e costanti canali comunicativi con la Francia.

Al momento, al Viminale, sono stati presentati dagli inquirenti, facenti capo al procuratore nazionale dell’antimafia e dell’antiterrorismo, Franco Roberti, gli sviluppi dell’indagine internazionale che ha investito Anis Hannachi, appena 25 anni: dalle indagini, infatti risulta essere uno dei cosiddetti Foreign Fighters, o combattenti stranieri che hanno operato negli anni passati in Siria e nei teatri di guerra controllati dal sedicente Stato Islamico (o ISIS).

Pare si fosse addestrato sul suolo siro-iracheno, per poi fare ritorno in Europa. A lui sarebbe imputata secondo le autorità italiane, la radicalizzazione e l’indottrinamento del fratello Ahmed.

Al momento non si hanno notizie di possibili attentati terroristici sul suolo italiano, ma la tensione resta altissima, e si cerca, quanto più possibile, di scoprire gli appartenenti alla rete logistica del terrorismo in Italia. Dalle stime pare che siano molti i foreign fighters nascosti sul suolo europeo, pronti a colpire.

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