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Terrorismo: a Montichiari arrestato richiedente asilo

Giovane bangladese richiedente asilo arrestato a Montichiari, nel bresciano. L'accusa di cui deve rispondere è di apologia di terrorismo

La Guardia di Finanza e la Polizia di Brescia hanno eseguito nelle prime ore della mattina di oggi un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Brescia. Colpito dal dispositivo un ventenne richiedente asilo, originario del Bangladesh e ora accusato di apologia di terrorismo.

L’indagine partita da Facebook

L’accusa è apologia di terrorismo, ed è arrivata a conclusione delle indagini. Indagini che tramite il controllo della pagina Facebook avevano registrato un progressivo avvicinamento all’Isis da parte del giovane.

Infatti sul suo profilo erano apparsi diversi video violenti, in cui si propugnava l’idea della vita eterna per chiunque fosse morto nel nome di Allah, battendosi contro l’oppressione occidentale.

I messaggi postati sul social

Tra le frasi postate dal ragazzo, alcune hanno particolarmente colpito gli inquirenti. Infatti il 4 aprile 2017, il giorno dell’attentato di Londra, postava la foto di due uomini a cavallo, armati, e con un vessillo nero, oltre che una serie di foto ritraenti dei bambini insanguinati.

Un simile messaggio è stato pubblicato dal ragazzo anche il giorno degli attentati di Barcellona, il 17 agosto 2017.

Infatti, per il giovane bangladese, quello rappresentava “un grande giorno per i musulmani”, e invitava “tutti a pregare in moschea”.

E, in quella che non può certo essere considerata una serie di sfortunate coincidenze, anche il giorno dell’ultimo attentato a New York, il primo novembre 2017, postava la foto di un teschio, accompagnato dalla scritta “la morte aspetta tutti”.

La ricerca di chi gestiva il profilo

Insomma, dato il tenore dei messaggi, le forze dell’ordine si sono concentrate nel tentativo di assegnare un’identità al gestore del profilo.

Hanno quindi seguito giorno per giorno le attività dell’account, cercando di capire dalle immagini postate dove risiedesse il misterioso proprietario. Finché un giorno il giovane ha postato una foto geolocalizzata presso il comune bresciano di Montichiari.

Una volta ottenuta questa informazione, hanno cercato di capire dove dimorasse, analizzando sfondi e paesaggi che venivano ritratti in foto.

Finché un giorno non sono riusciti a riconoscere la struttura del centro d’accoglienza dove il giovane risiedeva. E quindi procedendo oggi, 13 settembre 2018, al fermo del ragazzo.

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