Blitz dei Ros: uomo fermato in Piemonte
Blitz dei Ros: uomo fermato in Piemonte
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Blitz dei Ros: uomo fermato in Piemonte

Terrorismo

Le indagini della procura distrettuale di Roma hanno portato all'arresto di un cittadino marocchino, accusato di far parte di un gruppo terroristico.

Il fermato era un cittadino marocchino di 19 anni, residente a Fossano, un comune del cuneese, dove è stato trovato dai carabinieri.

Le indagini

Il cittadino marocchino è stato bloccato dai carabinieri del Ros e da quelli del Comando provinciale di Cuneo con l’accusa di terrorismo. Il marocchino è sospettato di avere svolto attività d’instigazione a delinquere per finalità di terrorismo e di far parte di un’associazione con il medesimo scopo. L’uomo si chiama Ilyass Hadouz e secondo gli inquirenti, grazie all’attività sui vari social media, Facebook, Instagram, Twitter, sarebbe riuscito a portare avanti una forte “propaganda jihadista”. I proselitismi riguardano: l’esaltazione del martirio e, la ricompensa che Dio concederà ai musulmani impegnati nella guerra della jihad e, l’elogio delle imprese dei combattenti santi.

Il giovane marocchino era residente in Italia, quindi la sua formazione sarebbe avvenuta tramite, video, immagini trovate sul web e grazie alla frequentazione di chat integraliste.

La rete dell’attentatore di Berlino

Sono giorni molto concitati per le indagini che riguardano il terrorismo: le forze dell’ordine sono riuscite a colpire gli ambienti dell’estremismo più radicale arrivando a centrare figure importanti.

Ricordiamo gli arresti che sono stati effettuati tra Roma e Latina; la rete sgominata è riconducibile ad Anis Amri, l’attentatore della strage di Berlino che fu ucciso il 23 Dicembre del 2016, durante un controllo a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Le persone indagate sono circa una ventina; gli arresti sono stati dei fermi preventivi perché, come ha dichiarato il pm di Roma, Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta, sono stati ritrovati degli elementi che fanno pensare alla preparazione di un possibile attentato.

Tra le persone arrestate è stato ritrovato un complice di Amri: il corresponsabili avrebbe dovuto procurare all’attentatore i documenti falsi per permettere ad Amri di abbandonare l’Italia e fuggire all’estero. Un altro collegamento con Amri è stato trovato in un cittadino palestinese, di 38 anni, residente a Latina, già conosciuto alle forze dell’ordine per le sue posizioni radicali. Le indagini della Digos hanno permesso di rintracciare delle dichiarazioni dei due terroristi, molto pesanti :“tagliare la gola e i genitali degli infedeli“. Altri provvedimenti cautelari riguardano dei cittadini tunisini.

Il caso di Foggia

Nella città pugliese è stato fermato un insegnante affiliato all’Isis, che indottrinava i precetti del terrorismo islamico ai piccoli che seguiva nell’associazione culturale che gestiva.

Abdel Rahman è stato fermato all’interno dell’indagine rinominata “bad teacher”: a destare l’attenzione degli inquirenti, oltre alle attività sui social, anche le discrepanze tra tenore di vita che conduceva con la moglie e il reddito economico dichiarato. Durante le indagini sono stati sequestrati infatti anche beni per 370 mila euro. Il centro culturale dove operava Abdel Rahman aveva ospitato il foreign fighter, di origine cecena, Eli Bombataliev, arrestato dalla Digos il 5 Luglio 2017.

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