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Terza dose vaccino covid, la comunità scientifica è divisa: Ricciardi la vorrebbe periodica e per tutti

Ricciardi crede che la terza dose di vaccino covid sia necessaria per tutti e andrebbe fatta in maniera periodica.

Terza dose vaccino Ricciardi

La comunità scientifica, come purtroppo è già avvenuto per altre questioni legate alla gestione della pandemia, è fortemente divisa sulla necessità di somministrare una terza dose di vaccino covid. Al momento si è partiti facendo un richiamo ai soggetti vulnerabili, agli anziani e al personale sanitario, ma ancora vi è molta incertezza per quello che accadrà dopo.

Per Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute, la strada da seguire è quella di un richiamo generalizzato a cadenza regolare.

Terza dose vaccino covid, il punto di Ricciardi

Al Messaggero Ricciardi sul tema della terza dose del vaccino covid ha detto è plausibile che nel 2022 tutti dovranno fare un richiamo“. “Credo che a partire dal prossimo anno – ha aggiunto – una dose di richiamo debba essere fatta da tutti, con una certa periodicità”.

Ricciardi sulla terza dose del vaccino covid

Lo stesso Ricciardi ha poi parlato del vaccino covid per i più giovani, sostenendo che fin quando anche i bambini non raggiungeranno una buona copertura è ipotizzabile pensare che si verificheranno dei cluster nelle scuole. “Un vaccino anti-covid per gli under 12 lo aspettiamo con ansia – ha detto il consulente del ministero della Salute – perché significherebbe effettivamente dare il colpo di grazia al virus.

Chiaramente, per procedere ad una vaccinazione dei bambini, dobbiamo raggiungere evidenze scientifiche. I risultati che abbiamo ora sono molto confortanti, però è bene averli su numeri molto più alti”.

Terza dose vaccino, Ricciardi e Popoli

Non proprio in linea con il pensiero di Ricciardi sulla terza dose del vaccino covid è la dottoressa Partizia Popoli, coordinatrice della commissione tecnico-scientifica dell’Aifa.

A suo avviso “non è escluso che più avanti, nel tempo, potrebbe essere necessaria una terza dose a tutti, ma al momento non abbiamo sufficienti elementi per stabilire se e quando la protezione offerta dalle due dosi diventa manchevole”. Al Corriere la Popoli ha specificato che “la riduzione degli anticorpi non significa necessariamente aver perso le difese, perché la protezione si basa anche su altri meccanismi, a partire da quello cellulare”.

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