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Test di Medicina 2021, domande sbagliate: la ministra ammette l’errore, cosa succede adesso?

Test di Medicina 2021, domande sbagliate, la ministra ammette gli svarioni: “Adesso devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori"

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Test di Medicina 2021 e domande sbagliate: la ministra Messa ammette l’errore, ma a margine di quella ammissione cosa succede adesso? La titolare dell’Università ha promesso graduatorie in linea con la versione senza errori del test e afferma che annullerà le domande non corrette.

Test di Medicina e domande sbagliate: la gatta da pelare della ministra

Maria Cristina Messa ha una grossa gatta da pelare ma avrebbe già trovato il mondo di superare imbarazzo e problemi connessi a quei quesiti nel test 2021 per accedere alle facoltà italiane di Medicina, quesiti non corretti e in alcuni casi del tutto errati. Messa ha affrontato la questione nel corso della trasmissione The Breakfast Club su Radio Capital e ha detto: “Devo riuscire a fare le graduatorie tenendo conto degli errori, annullando le domande sbagliate o comunque quelle che sono sotto verifica”.

La ministra e la soluzione per le domande sbagliate al test di Medicina

Lo scopo è quindi di andare comunque avanti con la graduatoria senza pregiudicare l’avvio dei corsi per le matricole e futuri medici. D’altronde i numeri dei partecipanti al test non consentono lentezze, non in un momento storico in cui, con lo spartiacque della pandemia, la presenza futura di camici bianchi è viatico urgentissimo per il benessere della nazione: a partecipare ai test sono stati 70mila candidati per poco più di 14 mila posti di Medicina e più di mille per Odontoiatria.

Le domande segnalate come non corrette o viziate sono state due, ma qualcuno ne avrebbe segnalate addirittura quattro.

Domande sbagliate, gli studenti siciliani e le segnalazioni sul test di Medicina

L’allarme era stato lanciato da alcuni candidati della Sicilia che avevano messo in moto la bellicosa macchina dei ricorsi legali e scatenato una interrogazione parlamentare dall’onorevole Manuel Tuzi dei Cinquestelle. Il ministero, dal canto suo, aveva preso atto delle segnalazioni e certificato la congruità formale delle contestazioni.

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