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TG3, imbarazzante commento a microfono aperto sulla comunità ucraina: “Amanti”

TG3, imbarazzante commento a microfono aperto sulla comunità ucraina: Lucia Annunziata e Antonio Di Bella nella bufera.

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All’orrore non c’è mai fine e non è stato soltanto Putin ad averlo dimostrato. Nella giornata del 24 febbraio 2022, la Russia ha dichiarato guerra all’Ucraina e le trasmissioni nostrane si sono dedicate al conflitto. Nel corso dello speciale del Tg3 sono stati fatti commenti a microfono aperto a dir poco imbarazzanti.

TG3: commento a microfono aperto sulla comunità ucraina

Il 24 febbraio 2022 passerà alla storia come il giorno in cui la Russia ha dichiarato guerra all’Ucraina. Non è solo la follia di Putin a far spavento, ma anche alcuni prgiudizi che continuano ad essere in voga sul suolo italiano. Nel corso dello speciale del Tg3 dedicato al conflitto, il giornalista Mario Franco ha invitato in studio Lucia Annunziata e Antonio Di Bella per parlare di quanto sta avvenendo.

Ad un certo punto, il conduttore ha aperto il collegamento con Enrico Letta, posizionato fuori dall’ambasciata russa di Roma dove si stava svolgendo un sit-in. Alla voce del segretario del Partito Democratico, però, si è sovrapposta quella degli ospiti in studio che, non rendendosi conto di avere il microfono aperto, si sono lasciati andare a commenti di bassa lega.

I commenti di Lucia Annunziata e Antonio Di Bella

Mentre Letta parlava del sit in di protesta, esprimendo solidarietà nei confronti delle “centinaia di migliaia di persone che rappresentano la comunità ucraina in Italia“, si sente una voce esclamare:

“Centinaia di migliaia di cameriere e badanti…”.

Ad averla esclamata, se l’orecchio non mente, è Lucia Annunziata. A lei fa eco una voce maschile che, ridendo, aggiunge:

“… e amanti“.

Questo termine dovrebbe essere stato pronunciato da Antonio Di Bella, ex direttore di Rai3 e attuale responsabile del Day Time Rai.

Commenti imbarazzanti e dove trovarli

I commenti imbarazzanti usciti fuori durante lo speciale del Tg3 hanno fatto in un lampo il giro del web. Tantissime le reazioni, ovviamente tutte negative. Come si può sostenere che la comunità ucraina in Italia, oltre 230 mila persone, sia composta solo da “cameriere, badanti e amanti“? Poi, anche se così fosse, che male c’è? Di certo, nessuno di questi lavoratori ruba uno stipendio, ma lo guadagna con il sudore della fronte. “Sentite anche voi quello che sento io? Sono basito“, si legge su Twitter.

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