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Thiene, come si è salvato Eriksen: “Massaggi cardiaco, Kjaer, defibrillatore: era alle porte dell’aldilà”

Il professor Thiene, responsabile della perizia su Davide Astori, ha spiegato come Christian Eriksen si è salvato dalla fibrillazione ventricolare.

Salvataggio

Il malore che ha improvvisamente assalito il centrocampista danese Christian Eriksen, nel corso della partita Danimarca-Finlandia della seconda giornata di Euro 2020, è stato commentato dal professor Gaetano Thiene. Secondo il professionista esperto nel fenomeno della morte cardiaca fulminea negli atleti, infatti, il salvataggio del calciatore deve essere considerato come un autentico “miracolo”.

Thiene, come si è salvato Eriksen: “Era alle porte dell’aldilà”

In merito alla fibrillazione ventricolare che ha portato Christian Eriksen quasi in fin di vita nella serata di sabato 12 giugno, si è espresso il medico Gaetano Thiene, esperto di morte cardiaca improvvisa negli sportivi.

A questo proposito, il professionista ha spiegato: “Christian Eriksen era già alle porte dell’aldilà, la fibrillazione ventricolare è l’anticamera della morte. E, invece, il miracolo questa volta è avvenuto: gli hanno salvato la vita.

La sua, è stata una morte improvvisa abortita. È stato un grande successo”.

Sottolineando il manifestarsi del malore al 43esimo minuto di gioco del primo tempo del match Danimarca-Finlandia, poi, il professor Thiene ha precisato: “Ecco il paradosso. C’erano già stati più di 40 minuti di gioco, ma questo non è un problema per un atleta. Il cuore è capace di prestazioni sportive enormi, di grandi performance meccaniche, ma la stabilità elettrica è un’altra storia.

Nel cuore di Eriksen c’è stato un cortocircuito”.

Thiene, come si è salvato Eriksen: “Massaggi cardiaco, Kjaer, defibrillatore”

Il professor Thiene si è anche soffermato sulla tempestività dell’intervento dei compagni di squadra del centrocampista che, non appena avvertito il pericolo, si sono allertati per prestargli soccorso, seguiti dall’arbitro, dai calciatori avversari della Finlandia e, infine, dai paramedici.

Ricordando le commoventi e fortissime immagini diffuse nella serata di sabato 12, quindi, il medico ha ribadito che tutti coloro che si sono impegnati per garantire la sopravvivenza di Christian Eriksen “andrebbero premiati”.

E ha aggiunto: “Dal compagno di squadra Kjaer che ha avuto la protezza di spostargli la lingua per riaprire le vie respiratorie superiori. Ai medici che per diversi minuti gli hanno praticato il massaggio cardiaco perché il cuore potesse pompare. E poi a quelli che hanno usato il defibrillatore. Il defibrillatore è stata una grandissima invenzione, è un salvavita. Se l’hanno usato vuol dire che era in corso una fibrillazione ventricolare, il ragazzo ha perso coscienza, non poteva essere una sincope banale da caldo o da freddo, fosse stato così si sarebbe presto rialzato”.

Il professionista, nel corso della sua carriera, ha eseguito la perizia sul difensore della Fiorentina, Davide Astori, deceduto tragicamente il 4 marzo 2018. Tempo prima, si era occupato anche della vicenda di Antonio Puerta, centrocampista del Siviglia stroncato il 25 agosto 2007 da un arresto cardiaco manifestato mentre era in campo.

Thiene, come si è salvato Eriksen: le patologie cardiache negli atleti

Il professore emerito all’università di Padova, Gaetano Thiene, ha anche ricordato come simili circostanze siano necessariamente da associare anche ad altre patologie pregresse: “Una patologia sottostante c’è di sicuro. E purtroppo queste patologie possono sfuggire anche ai controlli più serrati come quelli dei medici sportivi ma causano più di un quarto degli arresti cardiaci come la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro”.

Altre patologie cardiache che possono stroncare un atleta, poi, sono ad esempio la cardiomiopatia ipertrodica, che causò il prematuro decesso di Renato Curi, calciatore del Perugia scomparso il 30 ottobre del 1977, oggi facilmente riscontrabile con un ecocardiografo, oppure l’anomalia coronarica, considerata come una delle più insidiose patologie esistenti.

Il professor Thiene, infine, è stato interrogato circa la possibilità che Eriksen possa tornare a giocare e proseguire con la sua carriera, asserendo: “Domanda difficile, eventi così non capitano a caso. Ma non importa, abbiamo vinto, il ragazzo è vivo”.

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