> > Premiati i vincitori della TIM Cybersecurity Challenge

Premiati i vincitori della TIM Cybersecurity Challenge

eugenio santagata1 1034

Premiati i vincitori della TIM Cybersecurity Challenge : sul podio Ermes, Pikered e Sensoworks a cui viene offerta una partnership tecnologica e commerciale con Tim Enterprise e Telsy

Gli attacchi informatici contro le imprese diventano sempre più sofisticati, dannosi e pericolosi, sfidando continuamente le tecnologie e i sistemi di protezione delle reti private e aziendali. A livello mondiale, si stimano oltre 2.200 attacchi informatici al giorno, pari in media a un attacco digitale ogni 39 secondi. La situazione, come conferma anche l’Agenzia Nazionale per la cybersicurezza, è allarmante soprattutto in Italia, dove le imprese e le autorità di polizia sono alle prese con una vera e propria maxi-ondata di attacchi informatici. Nel 2022 hanno registrato il valore più elevato di sempre e la maggior percentuale di crescita annua: +169% in Italia rispetto al 2021, mentre a livello mondiale la crescita è stata del 21%. Gli attacchi informatici, insomma, sono diventati una guerra di trincea.

Fermare, o almeno contrastare in modo efficace gli attacchi informatici è una priorità ineludibile non solo per chi governa, ma soprattutto per chi gestisce un’impresa. Investire sulla sicurezza non va considerato come un costo, ma come un investimento sul futuro stesso delle imprese. Ma qual è la situazione reale?

La risposta l’ha data il gruppo guidato dall’Amministratore Delegato Pietro Labriola, il colosso italiano delle telecomunicazioni: dai dati sugli investimenti in servizi e tecnologie, emerge che il mercato italiano della Cybersecurity è in forte sviluppo, con un tasso di crescita media annua dell’11-12% per un valore che nel 2025 raggiungerà i 2,5 miliardi di euro. Nonostante questo l’Italia è ancora indietro. Partendo da questa evidenza il Centro Studi Tim ha elaborato il white paper ‘Cybersecurity Made in Italy’ presentato durante l’evento conclusivo della Challenge Tim, che ha premiato le migliori soluzioni innovative in ambito cyber: Ermes, Pikered e Sensoworks a cui viene offerta una partnership tecnologica e commerciale con Tim Enterprise e Telsy. L’iniziativa rappresenta uno dei canali attraverso i quali Tim spinge sull’innovazione in un settore che guarda al futuro, come ha spiegato in apertura Elio Schiavo, Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer di Tim, e in cui il gruppo è pronto a cogliere le opportunità dai rischi. Di qui anche la volontà del gruppo di delineare lo stato dell’arte della cybersecurity sottolineata da Eugenio Santagata, Chief Public Affairs and Security Officer di Tim e Amministratore Delegato di Telsy: “Abbiamo condotto con molto interesse questo studio per capire qual era lo stato dell’arte della base industriale italiana. Si parla molto di autonomia strategica, si parla molto anche di sovranismo digitale: tutto ciò che questo può significare parte da un dato, chi sa fare tecnologia e chi la governa e quindi abbiamo voluto capire com’è la situazione, dove stiamo andando, chi fa cosa in Italia, quali sono le gemme nascoste anche all’interno del panorama industriale italiano e quindi oggi siamo qui per parlarne e anche per capire se ci sono, come crediamo, delle belle novità”.

Spingere sulla cybersecurity Made in Italy, ossia su una strategia mirata a proteggere le aziende e la Pubblica Amministrazione tenendo conto delle peculiarità del mercato italiano e soprattutto della forte presenza di piccole e medie imprese, è un impegno che richiede uno sforzo di sistema.

Ed è proprio questa la sfida lanciata da Tim durante l’evento che a Roma ha visto sul podio i vincitori della Cybersecurity challenge, un’occasione per fare il punto della situazione con i manager del Gruppo – il Chief Enterprise and Innovative Solutions Officer Elio Schiavo ed Eugenio Santagata, Chief Public Affairs and Security Officer della telco e AD di Telsy – e con Bruno Frattasi, Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale che ha acceso i riflettori sulle cose fatte e da farsi nel nostro Paese.

A delineare lo scenario anche Giorgia Dragoni, ricercatrice dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano che ha presentato i dati aggiornati. “Il mercato italiano della cybersecurity – ha spiegato – è in forte sviluppo ma è caratterizzato da un’elevata frammentazione, con oltre 3.000 aziende, metà delle quali concentrate in tre regioni: Lazio, Campania e Lombardia”. Secondo quanto emerso dal rapporto del Centro Studi Tim, le realtà dedicate ai servizi cyber che sono riuscite ad affermarsi seguendo un chiaro percorso di crescita rappresentano appena il 10-15% del mercato. Tra queste prevalgono due modelli alternativi: società che si focalizzano su un unico segmento di clientela – ad esempio con servizi dedicati al sistema bancario – e società con un’offerta più ampia “one stop shop” (più della metà delle imprese esaminate) al cui interno è presente almeno una tecnologia proprietaria (3/4 delle imprese del campione).

Tuttavia, la gran parte del mercato rimane oggi polarizzata tra i grandi gruppi Ict il cui portafoglio di offerta include anche i servizi cyber e piccole realtà molto specializzate che faticano a crescere, e presenta un grado di frammentazione molto più elevata rispetto a quello degli altri grandi Paesi europei. In particolare, l’Italia, secondo le stime del Centro Studi Tim, ha 1,6 imprese di cybersecurity per miliardo di PIL, un numero doppio rispetto al Regno Unito (0,8 imprese per miliardo di PIL) e superiore anche a quello della Spagna (1,2 imprese per miliardo di PIL).

Elio Schiavo ha invece presentato il ruolo delle tecnologie cyber e le prospettive di crescita nell’ambito dell’offerta di servizi digitali a 360 gradi che Tim Enterprise rende disponibili alle aziende e alla pubblica amministrazione. “Le piccole e medie imprese – ha detto il manager Tim – sono considerate bersagli facili dai cybercriminali. E se da un lato gli investimenti delle aziende di medie dimensioni si concentrano sulla componente di servizi gestiti dall’altro sono spesso spinti dagli attori del mercato più vicini alle imprese”.

Eugenio Santagata, ha acceso i riflettori sulla necessità di virare gli investimenti sulla cybersecurity “made in Italy” e di spingere l’innovazione delle piccole e medie imprese. “Oggi serve dotarsi di tecnologie proprietarie certificate e gestite internamente al perimetro nazionale e occorrono quindi esperti e competenze specifiche ma anche una cultura nuova. Le aziende premiate oggi testimoniano il potenziale delle imprese italiane nel campo della cybersecurity e sottolineano l’importanza di creare un ecosistema collaborativo per garantire la sicurezza digitale. L’obiettivo è quello di costruire una solida base di cybersecurity italiana che possa competere a livello internazionale. Vogliamo attrarre investimenti e talenti nel nostro paese, promuovere lo sviluppo di tecnologie innovative e creare un ambiente favorevole all’innovazione. In questo modo, potremo affrontare le sfide della cybersecurity in modo efficace e fornire soluzioni affidabili e all’avanguardia per proteggere le nostre infrastrutture digitali”.

“Mi piacerebbe che le competenze digitali venissero insegnate fin dalle elementari. In questo modo poi si persegue anche uno scopo educativo oltre a un uso responsabile dei mezzi digitali – ha concluso da parte sua Bruno Frattasi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale – Abbiamo bisogno di competenze in questo campo e di formazione, ed è per questo che le stiamo formando. Stiamo aspettando gli Itis, e stiamo parlando con le università e con il mondo delle imprese”.

La strada della cybersecurity è ancora lunga, ma anche grazie a iniziative come quella di Tim iniziano a diffondersi cultura e consapevolezza della sicurezza cibernetica. E in un paese in ritardo come l’Italia, la novità non è di poco conto.