Top e flop di Genoa-Inter - Notizie.it
Top e flop di Genoa-Inter
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Top e flop di Genoa-Inter

Top: Yuto Nakatomo conferma di essere l’uomo del momento in casa Inter. Accolto con un certo scetticismo, in quanto non in linea con i grandi nomi che negli ultimi anni hanno caratterizzato le grandi vittorie nerazzurre, il laterale del Sol Levante ha diradato in breve tempo la diffidenza di chi lo reputava al massimo una buona riserva. Il suo rendimento sempre elevato, anche nelle giornate in cui la squadra non era in grado di supportarlo, è diventato uno dei motivi salienti della lenta risalita della squadra di Ranieri. Forse non è bello da vedere come Maicon, non ha il fascino dei grandi giocolieri sudamericani e un fisico da copertina, ma Nagatomo riesce sempre, e comunque, a dare il massimo, anche quando non è in giornata felicissima. Il suo incessante andirivieni e affaccendarsi sulla fascia di competenza, sono di grande sollievo per una squadra che è ancora alla ricerca di una sua fisionomia e rappresentano, al momento attuale, una delle poche sicurezze che la stessa può offrire.

Sul suo impegno si può sempre contare ed è uno di quelli abituati a considerare finita la partita solo al triplice fischio arbitrale. E adesso che arrivano anche reti pesanti, sono in molti a rivedere lo snobismo con cui fu accolto all’inizio dell’anno.

Flop: Diego Milito è ormai abituato al ruolo. Del resto, l’assegnazione del Bidone d’Oro, in settimana, aveva testimoniato nel modo più eloquente il difficile momento attraversato da quello che pure era stato uno dei protagonisti principali del “Triplete” nerazzurro del 2009-10. Se allora riusciva a buttare dentro anche i palloni più difficili e da ogni posizione, oggi non riesce a concretizzare neanche le occasioni più semplici, tanto da far sospettare uno scambio di persona, con un gemello scarso. La conferma è arrivata anche a Marassi, campo ove pure l’attaccante argentino aveva cominciato a costruire la sua carriera di vertice. Ormai non si tratta più di una questione tecnica, ma di testa.

Del resto la storia del calcio è piena di esempi di attaccanti che hanno smarrito all’improvviso la via della rete, per poi ritrovarla quando tutti li davano per spacciati. Il lato psicologico, è forse il più delicato per un attaccante, una razza che vive la propria carriera come un susseguirsi di alti e bassi improvvisi, determinati a volte da un pallone che non vuole saperne di entrare e capace di sbloccarsi all’improvviso sull’onda di una episodica prodezza. Per poterlo fare, però, a Milito resta probabilmente solo una possibilità: andare via da Milano, tornando magari proprio a Genova, ove Preziosi sembra ansioso di riabbracciarlo, per riannodare i fili di una storia che nel capoluogo ligure ha vissuto spesso momenti esaltanti. Sempre che non si ravveda dopo averlo visto vagare per il campo come un anima in pena.

Diego Milito
Diego Milito

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