Torino: licenziata maestra che insultò poliziotti al corteo
Torino: licenziata maestra che insultò poliziotti al corteo
Cronaca

Torino: licenziata maestra che insultò poliziotti al corteo

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La maestra Lavinia Flavia Cassaro aveva augurato la morte agli agenti in un corteo di qualche mese fa a Torino: ora sarà licenziata

La lettera di licenziamento per Lavinia Flavia Cassaro è arrivata ieri, martedì 12 giugno. La maestra di scuola elementare aveva insultato alcuni poliziotti durante un corteo antifascista lo scorso 22 febbraio. Adesso dunque è stata licenziata in tronco dall’Ufficio Scolastico Regionale. Si tratta per lei del massimo della pena prevista, con il licenziamento che avrà inizio effettivo già dal 1 marzo, giorno in cui venne sospesa a mezzo stipendio in attesa di giudizio. Nel corso della suddetta manifestazione antifascista a Torino contro CasaPound, la donna aveva augurato a pieni polmoni la morte agli agenti. Purtroppo per lei, però, venne ripresa dalle telecamere della trasmissione Matrix, che mandò poi in onda in filmato. Il “caso Cassaro” divenne così di portata nazionale.

«Ricorreremo al Tribunale del Lavoro», ha risposto Cosimo Sarinzi, rappresentante di Cub Scuola. «Non meritava la sanzione massima e definitiva, la pena deve essere sempre proporzionale ai fatti commessi”. Il sindacato tiene a precisare che la maestra Cassaro, di ruolo nella scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Torino, non era in servizio al momento dei fatti.

Pertanto la sua unica colpa è stata quella di «esprimere le sue opinioni politiche con eccessiva vivacità».

Cub Scuola: pena spropositata

Di opinione opposta è invece l’Ufficio Scolastico Regionale. Quest’ultimo in una nota aveva scritto che «la condotta tenuta dalla docente, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa. Essa arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione».

Sul licenziamento ha poi continuato il suo intervento il sindacato Cub Scuola a cui la Cassaro è legata. “È legittimo avanzare qualche dubbio sulla strenua salvaguardia dei valori democratici della Repubblica. Nel nostro Stato si permette al leader di CasaPound di rivendicare apertamente l’eredità del fascismo. Mentre poi si spara con gli idranti su coloro che, in modo magari discutibile, difendono i valori dell’antifascismo”. Secondo il rappresentate, la maestra ha dunque subito un ingiusto processo in diretta tv. Se la Cassaro non fosse stata intercettata dai giornalisti, il suo caso non sarebbe mai esistito. “Dal punto di vista sindacale ci preoccupa che il provvedimento amministrativo si confonda con quello penale – ha continuato poi Sarinzi –. Il licenziamento è una misura spropositata che definisce inconsistente la contestazione mossa alla docente”.

Secondo i dirigenti dell’Ufficio Scolastico Regionale, al contrario, la professoressa non ha rispettato la “continenza formale” legata al diritto di critica. Nella documentazione raccolta dall’ufficio scolastico sono presenti anche le relazioni della dirigente scolastica della scuola di Falchera, dove la Cassaro ha lavorato.

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