Torino: maestra augurò morte a poliziotti, licenziata
Contestazione ai poliziotti: i casi precedenti
Cronaca

Contestazione ai poliziotti: i casi precedenti

maestra insulta polizia
maestra insulta polizia

La maestra Lavinia Flavia Cassaro che augurò la morte ai poliziotti durante un corteo antifascista è stata licenziata. Il sindacato Cub la difende.

E’ stata licenziata Lavinia Flavia Cassaro, la maestra ripresa mentre augurava la morte ai poliziotti durante un corteo contro CasaPound, del 22 febbraio scorso. La maestra è inoltre indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. A proporre il licenziamento l’Ufficio scolastico regionale piemontese. Ma a chiederlo anche l’ex premier Matteo Renzi.

La contestazione dell’insegnante

Il 22 febbraio scorso, a Torino, si è svolta una manifestazione antifascista contro CasaPound, che stava tenendo un comizio nel centro della città. Il leader di CasaPound Simone Di Stefano era infatti in corsa per le elezioni del 4 marzo. Per evitare lo scontro tra le due fazioni, vengono schierati agenti in assetto antisommossa. Nel corso della manifestazione una donna, che si scoprirà poi essere una maestra, inveisce contro i poliziotti. Gli antagonisti tentano di sfondare il cordone che sbarra corso Vittorio Emanuele e la Polizia reagisce con una piccola carica e con gli idranti.

A favore di telecamere la maestra Lavinia Flavia Cassaro insulta e augura la morte agli agenti schierati.

Successivamente la maestra in una intervista a Matrix conferma quanto gridato durante il corteo. “Gli ho augurato la morte perché in questo momento stanno proteggendo il fascismo” afferma. “Non ho sbagliato” ribadisce, e spiega: “Perché io mi potrei trovare con un fucile in mano a lottare contro questi individui”. Parole che non hanno fatto altro che alimentare le polemiche. L’ex premier Matteo Renzi chiese quindi che l’insegnante venisse licenziata. Il licenziamento non è avvenuto “su due piedi” come auspicava il segretario del PD ma dopo quattro mesi.

A proporre il licenziamento della maestra è stato infatti l’Ufficio scolastico regionale piemontese. Lavinia Flavia Cassaro è difatti indagata per istigazione a delinquere, oltraggio a pubblico ufficiale e minacce. Secondo l’Ufficio scolastico la condotta della maestra “seppur non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione”. Anche l’ex ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, aveva chiarito come fosse “inaccettabile ascoltare dalla voce di una docente parole di odio e di violenza contro le forze dell’ordine”.

Cub scuola difende la maestra

A rendere noto il licenziamento della maestra è stato il Cub Scuola. Il Coordinatore nazionale Cosimo Scarinzi annuncia però che il sindacato “garantirà piena difesa” a Lavinia Flavia Cassaro “sia in sede legale che mediante l’azione sindacale”. Secondo Scarinzi infatti “pare evidente che se Lavinia non fosse stata intercettata da giornalisti affamati di notizie e se, subito dopo, il premier della ‘Buona scuola’ non avesse ceduto alla tentazione di individuare una ‘cattiva maestra’, il caso Cassaro non ci sarebbe mai stato”.

Il sindacato definisce il licenziamento “una sanzione sproporzionata” ed il caso un tipico esempio di “democrazia autoritaria”. Il Cub Scuola si dice quindi pronto a “dimostrare l’inconsistenza della contestazione di addebito mossa alla maestra”.

Contestazione ai poliziotti: i casi precedenti

Già in precedenza si erano verificati alcuni casi di contestazione alle forze dell’ordine. Nel 2016 a Monza un 33enne aveva insultato e fischiato la volante della Polizia di Stato e per questo era stato successivamente arrestato. L’accusa era di resistenza, violenza, e e oltraggio a pubblico ufficiale. Si era poi scoperto che l’uomo, cittadino romeno residente in Cologno Monzese risultava già pregiudicato per reati legati alla persona e al patrimonio.

La dinamica si era svolta così: la volante della Polizia di Stato mentre transitava in un viale di Monza durante un controllo aveva sentito un gruppo di ragazzi mandargli insulti, ingiurie, e urla.

I poliziotti dove aver compreso quanto successo avevano identificato tutti gli uomini, circa una decina di persone. Solo uno di loro, il 33enne romeno forse anche a causa del troppo alcool aveva continuato a inveire contro i poliziotti anche in modo fisico. Proprio per questo motivo era scattato l’arresto.

Nel 2017 invece la Polizia aveva denunciato un 36enne residente ad Aosta sempre per resistenza e minaccia a Pubblico Ufficiale. L’uomo aveva l’aggravante di guidare un motorino senza casco e senza copertura assicurativa in stato d’ebbrezza. Gli agenti gli avevano chiesto di fermarsi ma l’uomo aveva proseguito la fuga fino alla sua caduta poco dopo. Raggiunto dai poliziotti aveva inveito contro di loro a parole cercando poi di aggredirli per riuscire a scappare.

Un altro caso importante è stato quello di Adamo Dionisi, attore famoso arrestato per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale oltre che per minacce minacce. L’uomo era stato raggiunto dagli agenti dopo le segnalazioni di aggressione a danno della compagna. Dionisi davanti agli agenti aveva avuto un comportamento poco tollerante cominciando a insultarli e a offenderli minacciando anche di picchiarli. Le frasi più eclatanti erano state «… arrestatemi stasera vi ammazzo a tutti…vi sgozzo a voi e ai vostri figli… Maledetti… sono l’attore più pagato del mondo…vi rovino… ».L’uomo già in passato era stato in carcere per motivi legati alla droga.

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