Torino, prefetto indagato per i fatti di piazza San Carlo
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Torino, prefetto indagato per i fatti di piazza San Carlo

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Torino, Renato Saccone, prefetto del capoluogo piemontese, è indagato per i fatti avvenuti lo scorso 3 giugno a Torino per la finale di Champions

Torino, novità sui gravi fatti che hanno sconvolto la città nella sera del 3 giugno in piazza San Carlo. L’inchiesta si è allargata e adesso ha coinvolto il prefetto Renato Saccone. La stessa prefettura ha informato l’indagato. In quei fatti, durante la finale di Champions League tra Real Madrid e Juventus, rimasero ferite 1527 persone, una, la povera Erika Pioletti, morta dopo 12 giorni di coma.

Torino prefetto indagato

Novità sulla vicenda dei gravi fatti del 3 giugno 2017 a piazza San Carlo. Un nuovo nome entra nell’elenco degli indagati, si tratta del prefetto di Torino Renato Saccone, che entra così nell’inchiesta della Procura sugli incidenti che hano causato un morto e oltre millecinquecento feriti in piazza San Carlo. I fatti si sono verificati durante la trasmissione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid su un grosso maxischermo.

A darne notizia è stata la stessa prefettura attraverso uno scarno comunicato stampa: “Il prefetto Renato Saccone informa che stamattina ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito del procedimento penale per i fatti del 3 giugno scorso in piazza San Carlo”. Comunque, non è specificato quale sia il reato dell’avviso.

Nei giorni scorsi, erano uscite delle indiscrezioni che parlavano dell’accusa di lesioni colpose. Nella stessa inchiesta sono indagate una ventina di altre persone tra cui la sindaca di Torino Chiara Appendino, e il questore Angelo Sanna.

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Altri indagati

Le accuse di omicidio colposo e lesioni gravissime colpose sono state mosse finora solo a due manager di Turismo Torino, l’ente che su delega di Palazzo Civico ha organizzato l’evento del 3 giugno. Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, rispettivamente presidente e direttore generale della società, sono stati interrogati dai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo nella prima fase dell’inchiesta, a fine giugno scorso.

In quelle stesse difficili giornate, anche il sindaco Chiara Appendino è stato messo sotto indagine. Per lei c’è, oltre alle accuse di lesioni personali colpose, in seguito alle denunce effettuate nei suoi confronti da alcuni tifosi coinvolti nell’incidente, anche l’accusa di omicidio colposo. Il titolo di reato è una differenza decisiva, non solo per quanto riguarda le pene previste (massimo 7 anni per l’omicidio colposo e fino a 3 mesi per le lesioni), ma anche per le ricadute politiche delle differenti imputazioni.

Vicenda aperta

Adesso si attendono ulteriori sviluppi per venire a capo di questa triste vicenda sotto tutti i punti di vista.

L’organizzazione dell’evento è stata a dir poco scandalosa, ed è costata la vita di una persona, e la sofferenza di molte altre. Le cose vanno fatte bene, o se no è meglio non farle proprio. Speriamo che almeno sia di esempio per altre occasioni future. D’altronde, il fallimento è uno dei migliori maestri, e, oltre a sapere cosa fare, è importante sapere anche cosa non fare.

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