Torino: truffa ad anziani, finti tecnici dell’Enel denunciati
Cronaca

Torino: truffa ad anziani, finti tecnici dell’Enel denunciati

A Scalenghe è andata in scena la truffa più classica contro gli anziani. I protagonisti sono tutti italiani: un 40enne di Pinerolo, suo figlio 17enne e un 42enne di Torre Pellice, che si sono finti dipendenti dell’Enel impegnati in lavori di manutenzione della rete elettrica e con questa scusa sono riusciti a farsi aprire dai coniugi di Scalenghe. Dopo averli convinti a mettere da parte gli oggetti preziosi e il denaro che avevano in casa, se ne sono impossessati distraendo la coppia con la scusa di dover fare interventi sulla rete elettrica.

Andata a segno la prima truffa, i tre ci hanno riprovato con una coppia residente a Piscina, ma, anziché farli entrare, i proprietari li hanno respinti e hanno subito avvisato i carabinieri.

Pericolo truffa

Secondo il ministero dell’Interno, a fare le spese di queste truffe sono sempre più spesso gli anziani, bersaglio facile per i malintenzionati soprattutto quando abitano da soli.

In soli due anni – dal 2012 al 2014 – , gli over 65 le vittime di truffa sono passati da 300 mila a 340 mila.
A seguito di ciò, sono stati inviati dei piccoli opuscoli contenenti le cinque truffe più comuni e come evitarle.

Le truffe più comuni

  1. La truffa «delle banconote».

    I truffatori entrano in azione quando l’anziano va alla posta o in banca a ritirare del denaro o la pensione. Appena esce lo intercettano, presentandosi come dipendenti dell’agenzia incaricati di controllare il numero di serie delle banconote appena prelevate. Il falso dipendente finge di controllare i numeri di serie in cerca di un errore inesistente e scambia le banconote vere con quelle false.

  2. La truffa del “pacco”.

    In questo caso i truffatori si presentano a casa della vittima, e dicono di dover consegnare un pacco, con della merce ordinata da figli o parenti. Per ritirare il pacco, però, agli anziani viene chiesto di pagare una somma, che ovviamente finisce nelle tasche dei delinquenti.

  3. La truffa “della lotteria”.

    La truffa arriva via posta: la vittima riceve una lettera che annuncia la vincita di un premio ad una lotteria.

    Per riceverlo, però, l’anziano deve inviare dei soldi con un vaglia postale, per sostenere le spese necessarie alla spedizione e al ritiro.

  4. Finte donazioni o eredità.

    In questo caso i truffatori agiscono in coppia e spiegano all’anziano che, per entrare in possesso della donazione o dell’eredità ricevuta da qualche fantomatico benefattore, è necessario perfezionare l’atto di trasferimento presso un notaio. Il notaio, ovviamente, esigerà il pagamento di una parcella e i delinquenti accompagnano la vittima a ritirare i soldi e poi fingono di portarla in auto dal notaio. Poi, con un pretesto, l’anziano viene fatto scendere dall’auto e i truffatori fuggono col denaro.

  5. Falsi dipendenti Inps, Enel, Telecom.

    Ma anche falsi elettricisti, poliziotti o idraulici. Quando individuano un anziano che vive solo, i truffatori cercano di introdursi nella sua casa presentandosi con finte qualifiche professionali. Il passo successivo è sottrargli del denaro per finti contratti o inesistenti prestazioni a domicilio.

Come evitarle

  1. Non aprite mai la porta di casa agli sconosciuti.

    Gli enti pubblici NON mandano mai personale in divisa a raccogliere soldi, a ritirare bollette o quant’altro. Se qualcuno vi suona chiedendo di verificare contatori o dati, lasciatelo fuori e fatevi dare un numero di telefono da chiamare per verificare l’effettivo invio della persona. Vedrete che la maggior parte di questi sedicenti controllori se ne andranno. In ogni caso, nel dubbio: porta sempre chiusa.

  2. State molto allerta nei periodi in cui si va a ritirare la pensione o ci sono scadenze fisse per pagamenti. Molto spesso si possono trovare all’esterno di uffici postali o banche personaggi, sempre molto eleganti, che vi prospettano un guadagno facile, dei tassi agevolati o cose del genere. Non fermatevi MAI con queste persone. Se potete fatevi accompagnare.
  3. Fidatevi della vostra memoria: i parenti li conoscete. Diffidate – ed è l’ultima tendenza – da presunti parenti che vi bussano alla porta di casa o, spesso, vi chiamano al telefono. Finiranno per chiedervi dei soldi, passando anche a toni minacciosi se serve. Non date loro corda, non aprite la porta e chiudete la conversazione telefonica.
  4. Per qualsiasi dubbio, se siete soli, chiamate un vostro parente, rivolgetevi al vicino di casa e se serve allertate le forze dell’ordine. Meglio essere diffidenti in questi casi.
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