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Torna il progetto 'Fattore J' per avvicinare i giovani alla scienza

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Roma, 28 nov. (Adnkronos Salute) - Avvicinare i giovani al mondo della ricerca scientifica, così da costruire un futuro di salute. Con questo obiettivo torna ‘Fattore J- più fiducia, più salute, più futuro’, progetto promosso da Fondazione Mondo Digitale e Jan...

Roma, 28 nov.

(Adnkronos Salute) – Avvicinare i giovani al mondo della ricerca scientifica, così da costruire un futuro di salute. Con questo obiettivo torna ‘Fattore J- più fiducia, più salute, più futuro’, progetto promosso da Fondazione Mondo Digitale e Janssen Italia, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson, per accrescere la fiducia nei progressi della scienza. La terza edizione dell’iniziativa è stata illustrata questa mattina all’Accademia dei Lincei. Presenti all’evento esponenti del mondo istituzionale che hanno dialogato con alcuni degli studenti protagonisti del progetto.

Ad aprire i lavori il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato: “Sono le iniziative come quella di oggi che aiutano a fare la differenza per il futuro del nostro Paese. La fiducia nel domani e nella scienza è la base per costruire una società più consapevole delle proprie capacità e pronta a reagire alle sfide che si proporranno”.

Dopo gli oltre 200mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado raggiunti nelle due edizioni passate – dettaglia una nota – quest’anno ‘Fattore J’ vuole tornare ad avere un contatto diretto con gli studenti.

Saranno, infatti, oltre 3mila di diverse regioni italiane quelli che parteciperanno a una formazione principalmente in presenza e che potranno avere un dialogo con le associazioni di pazienti attive in alcune aree terapeutiche (onco-ematologia, immunologia, neuroscienze).

“Il nostro obiettivo accanto a Janssen Italia – afferma Mirta Michilli, Direttrice generale della Fondazione Mondo Digitale – è quello di riportare nell’immaginario collettivo il potere progettuale della ricerca. Siamo convinti che, nonostante le sfide sempre più multiformi di una realtà in rapida evoluzione e cambiamento, i nostri ragazzi debbano tornare a sognare e a progettare giorno dopo giorno, con piccoli tasselli, il grande puzzle del loro futuro.

E che la ricerca scientifica, con il suo bagaglio di scoperte, progresso e conoscenza, possa essere parte fondante di questo ritrovato coraggio”.

“Con Fattore J abbiamo costruito un grande network fatto di associazioni di pazienti, società scientifiche e istituzioni che credono come noi nell’importanza di diffondere la fiducia nella scienza – spiega Mario Sturion, Amministratore delegato di Janssen Italia – e vogliamo aiutare i giovani a comprenderne il valore e ad averne fiducia.

La scienza basata sull’evidenza è nel nostro Dna: vogliamo portare il prima possibile ai pazienti le cure che stanno aspettando. Crediamo che tra i giovani di oggi ci siano i ricercatori del futuro, che tra dieci, venti anni riusciranno a contribuire al progresso scientifico con soluzioni terapeutiche per molte malattie oggi purtroppo ancora senza risposta”.

I ragazzi verranno coinvolti anche in sessioni pratiche su tecniche di podcasting, video making, grafica e storytelling, per potersi cimentare in un grande contest che li vedrà protagonisti nel loro racconto della “salute del futuro.” I lavori dei giovani saranno selezionati e giudicati da una giuria d’eccezione composta da professionisti del mondo della comunicazione e della scienza. I vincitori nelle singole categorie saranno premiati in un grande evento finale a maggio 2023 e vedranno i propri capolavori promossi sulle diverse piattaforme disponibili.

Con lo slogan "Più fiducia, più salute, più futuro" – conclude la nota – il progetto prosegue il percorso con l'obiettivo di trasformare in speranza, fiducia e impegno quell’inquietudine che per il 71% degli adolescenti, secondo il 55esimo rapporto Censis, è il sentimento che accompagna più di frequente la proiezione nell’età adulta. Mancano prospettive chiare sui progetti di vita dei ragazzi (per il 76,8% dei dirigenti scolastici), e sempre di più si diffonde la sindrome del ritiro o del 'biancore', nella definizione del sociologo David Le Breton. Ovvero, quel 'torpore' che insorge quando non si riesce più a reggere le pressioni del proprio personaggio e le costrizioni della propria identità. Facendo leva sul desiderio di scuola dei ragazzi (quasi il 90% ha partecipato con gioia alle attività scolastiche in presenza dopo il lockdown), il progetto 'Fattore J' vuole colorare il 'biancore' con i progressi della scienza della salute e le storie di cura, affinché la ricerca scientifica diventi "abilitatore di fiducia nel futuro".