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Tortona: lavoratori sfruttati si rifiutano di lavorare
Roma

Tortona: lavoratori sfruttati si rifiutano di lavorare

In un pese democraticamente sottosviluppato come l’Italia avviene pure che si scontrino due categorie di lavoratori sfruttati per un lavoro malpagato nei campi di pomodoro. Ecco la surreale vicenda accaduta a Castelnuovo Scrivia, nei pressi di Tortona. Lo scorso 22 giugno Bruno e Mauro Lazzaro ( padre e figlio), proprietari di un’azienda ortofrutticola, chiamano i Carabinieri perché i braccianti si rifiutano di lavorare, senza tuttavia specificare che non pagano i poveracci da diversi mesi. Le Forze dell’Ordine arrivate sul posto, scoprono che di 39 lavoratori, solo 18 sono in regola, 11 non hanno neanche il permesso di soggiorno e che sono costretti a lavorare in condizioni di semi schiavitù, ricoprendo turni di 12 ore al giorno per 7 giorni . In loro aiuto intervengono varie organizzazioni sindacali ( flai, cgil di Alessandria, Cgil provinciale, Cia) ed ha così inizio un presidio sotto l’azienda per chiedere contratti ed arretrati, che si conclude il 5 luglio con un accordo per regolarizzare 27 lavoratori e l’avvio del percorso per rilasciare il permesso di soggiorno a chi ne era sprovvisto.

Ebbene, dopo 10 giorni, i braccianti marocchini che da anni lavoravano per i Lazzaro, hanno trovato al loro posto dei “colleghi” indiani, assunti senza che nessuno, neanche i sindacati, ne fossero al corrente. I nuovi arrivati provengono da una Cooperativa di Brescia che li carica ogni mattino alle 4 su di un furgoncino La cosa assurda è lavorano nelle stesse condizioni devastanti del loro predecessori, pertanto è stato subito richiesto l’intervento delle Forze dell’Ordine. La Cgil ha già minacciato di fare un esposto alla Procura della Repubblica, ma sta di fatto che in attesa che si muova qualcosa, bisognerà spiegare a delle persone che al momento non possono tornare sul posto di lavoro, in virtù di un contratto regolare tutelato dalla legge italiana, perché hanno osato ribellarsi allo sfruttamento

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