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Vlad III: le torture e le esecuzioni attribuite a Dracula
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Vlad III: le torture e le esecuzioni attribuite a Dracula

Dracula
Vlad III noto come Dracula e le sue torture

Le tremende esecuzioni di Dracula, noto come impalatore dal suo modo di giustiziare i nemici

Vlad III è conosciuto come Principe di Valacchia, che regnò dal 1448 al 1477. Noto con numerosi appellativi, il suo nome più famoso è naturalmente Dracula.

Dracula

Vlad III è figlio di Vlad II Dracul, dal quale prende appunto il patronimico Dracula. Egli fu anche noto come Tepes (“impalatore”, in lingua romena) per la sua abitudine a giustiziare i propri nemici con la terrificante tecnica dell’impalamento.

Dracula, “figlio del drago”

Nel romeno di oggi, “drac” ha preso il significato di diavolo, ma sia impalatore sia diavolo non furono epiteti che contraddistinsero Vlad III quando era in vita. Gli furono infatti assegnati molti secoli dopo la sua morte.

Dracula

Questo antico sovrano romeno, si sa, ha alimentato fortemente la fantasia e la storia. Vlad III fu in guerra contro i Turchi per quasi tutta la vita. Si rivelò inoltre non solo un astuto governante, ma anche un capo militare preparato. Forse senza Dracula l’impero ottomano avrebbe conquistato più territori, entrando ancor più in profondità all’interno dell’Europa.

Le sue attività di guerra sono state contestualizzate anche nel corso della crociata del 1460, che fu organizzata da papa Pio II. Le sue vittorie su Maometto, inoltre, furono osannate dalla Romania fino all’Italia.

Castello di Dracula

Vlad III usò ampiamente la spettacolarità e la tortura nel corso dei suoi 3 governi. Si specifica che non fu un caso isolato e che la tortura così come l’esecuzione sommaria insieme alla morte erano un fenomeno più che diffuso alla fine del Medioevo. L’impero ottomano faceva largo utilizzo della tecnica dell’impalamento e i turchi destinavano sempre a una morte atroce i propri nemici. Dracula stesso fu ostaggio di guerra della corte ottomana fra il 1444 e il 1447, consegnato ai nemici dal padre.

Le battaglie di Vlad III

Vlad III governò un territorio fortemente depauperato a causa delle continue guerre, con una criminalità dilagante. I nobili feudatari della Valacchia erano i primi a essere inquieti e pronti al conflitto, pertanto Dracula decise di applicare i principi della giustizia draconiana.

La prima tortura attribuita a Dracula fu la cosiddetta Pasqua di sangue a Targoviste. Quel giorno, 200 boiardi vennero impalati, decapitato o fatti schiavi, colpevoli di aver tradito o minacciato il potere dei Vaoivoda.

Monumento di Vlad III

L’episodio è noto perché fu il primo caso in Europa di violenza aperta nei confronti di un gruppo di persone nobili. Ma anche perché diede al principe di Valacchia la manodopera utile e ricostruire interamente il castello dei Poenari, la fortezza che fu poi la sua residenza.

Vlad III e la sua "giustizia"

Le torture e le esecuzioni

Due anni dopo, Maometto II, re dell’impero ottomano, mandò alcuni messaggeri presso la corte di Vlad III. Lo scopo era quello di recuperare l’annuale tributo in denaro della Valacchia. Vlad, in quell’occasione, uscisse i messaggeri per non essersi tolti il turbante dalla testa in sua presenza. Poi fece inchiodare i copricapo ai crani delle vittime e li fece decapitare. Per rispondere all’offesa, il sultano inviò in Valacchia Hamza Pasha, governatore di Nicopoli, per cercare di giungere alla pace oppure di uccidere Dracula.

Ma Pasha e i suoi mille cavalieri furono anche loro uccisi e trucidati, mentre al governatore fu riservata una punizione ancor più severa. Fu infatti impalato sul legno più alto, così da mostrarne il grado più elevato.

Gli impalamenti in una stampa dell'epoca

Vlad eseguì anche alcune incursioni in territorio ottomano, grazie alla sua conoscenza della lingua e delle usanze turche. La prima di queste incursioni fu nel 1462, quando oltrepassò il Danubio. E distrusse interamente i territori fra la Serbia e il Mar Nero.

Gli impalamenti in una stampa dell'epoca

Vlad, alla fine, venne spodestato dal fratello Radu e si ritirò in Ungheria, dove fu tenuto prigioniero. Alla morte del fratello fu rimesso sul trono della Valacchia, ma morì poco dopo, nel 1477, per cause ancora ignote.

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