Tragedia Chieti: chi era Fausto Filippone
Cronaca

Tragedia Chieti: chi era Fausto Filippone

Fausto Filippone

Chi era Fausto Filippone, il manager della tragedia di Chieti: ha ucciso figlia di 10 anni lanciandola da un viadotto e poi si è tolto la vita.

Francavilla al Mare, in provincia di Chieti, è ancora scossa per la tragedia avvenuta domenica 20 maggio, quando un uomo, Fausto Filippone, 49 anni, di Pescara, ha lanciato sua figlia Ludovica, 10, per poi buttarsi, a sua volta, dal viadotto dell’autostrada.

Chi era Fausto? Perché ha ucciso la sua bambina e poi si è suicidato? Gli inquirenti stanno cercando di capirlo, indagando anche sulla morte di Marina Angrilli, 52 anni, sua moglie e madre della piccola. La donna è “caduta” dal balcone di un appartamento a Chieti Scalo, che la coppia aveva affittato in passato a una serie di studenti. Si sospetta che il marito l’abbia uccisa.

Fausto Filippone, chi è

L’uomo aveva frequentato l’Università Ca’ Foscari Venezia, dove si era laureato in Economia Aziendale, per poi conseguire un Master in Change Management.

Dall’ottobre 1997 al marzo 2001, aveva lavorato come Senior consultant e Supply Chain Team Leader nella multinazionale Price Waterhouse Coopers Consultants; poi, subito dopo, fino al luglio 2005 come Project manager – Supply Chain nella Ernst & Young Consulting Services e sino al dicembre dello stesso anno, in qualità di Responsabile Logistica Strategica alla Fornari S.p.A.

Tornato a Pescara dopo anni trascorsi nel capoluogo lagunare, Fausto aveva trovato lavoro in una nota azienda della città abruzzese, la Brioni, dedicata all’alta sartoria maschile (in passato poteva vantare tra i propri clienti addirittura reali e star di Hollywood).

Dal Coordinamento processi Supply Chain e integrazione con ERP (dal gennaio 2006 al dicembre 2010), era passato dall’inizio del 2011 al ricoprire il ruolo di Orders&Planning Manager della Brioni, ora di proprietà della holding francese Kering Group.

Una carriera ricca di successi, quella di Filippone, arrivando in breve tempo a diventare uno dei dirigenti della ditta. Dedito anche al volontariato al Banco Alimentare, nessuno sospettava che l’uomo avrebbe ucciso la figlioletta e probabilmente la moglie, per poi togliersi la vita.

Tragedia Chieti

La morte della madre

La tragedia non era prevista, ma chi conosceva bene Fausto Filippone, da tempo aveva notato in lui un cambiamento. Il crollo definitivo nell’agosto del 2017, con la scomparsa della sua amatissima madre, che soffriva di una malattia neurodegenerativa.

Il dirigente d’azienda era diventato sempre più chiuso e taciturno. Il suo cambiamento è stato confermato da una collega della moglie, professoressa al Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Pescara. La donna era molto amica della coppia, con cui aveva condiviso una vacanza. Tuttavia non le sembrava che tra i due ci fossero problemi.

Sgomento per ciò che è accaduto, anche Domenico Ronca, sindacalista Filctem Cigl di Pescara, che qualche volta aveva avuto occasione d’incontrare Filippone per questioni legate all’azienda.

Il parere dello psichiatra

Per cercare d’impedire a Fausto Filippone di uccidersi, era stato chiamato anche il professor Massimo Di Giannantonio, Direttore del dipartimento di salute mentale dell’Ospedale di Chieti. Questi ha riferito che il manager, rimasto per quasi sette ore appeso al viadotto dell’autostrada per poi lanciarsi nel vuoto, ripeteva che la sua vita era finita quindici mesi prima.

Da allora era entrato nel tunnel della depressione, accentuata dalla scomparsa della madre. La sorella di Fausto, accorsa anche lei per cercare di salvare il fratello, in quanto medico gli aveva consigliato d’intraprendere un percorso di psicoterapia e di assumere psicofarmaci, ma in vano. Tutto ciò, spiega il professor Di Giannantonio, è sfociato nella tragedia.

Le ultime parole

Fausto Filippone aveva detto di volersi far perdonare dalla moglie e dalla piccola Ludovica, ma che anche la donna avrebbe avuto molti motivi per scusarsi. Cos’avrà voluto dire? La sera di sabato 19 maggio, Fausto e Marina avevano lasciato la bambina dai nonni materni a Pescara, a pochi passi dalla loro casa. In seguito si erano recati nell’appartamento per studenti da dove la donna è precipitata. Alla luce delle dichiarazioni di Filippone prima di morire e secondo una testimonianza raccolta dalla polizia, potrebbe darsi che la coppia abbia avuto un litigio, durante il quale l’uomo avrebbe ucciso sua moglie.

Commesso il fatto, il manager sarebbe fuggito, recandosi a prendere la figlia dai nonni, e l’avrebbe portata sul viadotto al chilometro 390 dell’A 14, dove l’ha uccisa per poi “seguirla”. Tuttavia E’ possibile che prima l’abbia stordita con un sonnifero.

Fausto Filippone

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