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Tragedia Moby Prince, spuntano nuove verità
Cronaca

Tragedia Moby Prince, spuntano nuove verità

Tragedia Moby Prince

26 anni dopo emergono delle importanti novità riguardanti la tragedia Moby Prince: emerge una nuova testimonianza che potrebbe riaprire l'indagine.

Dopo ventisei anni spuntano delle nuove verità per quanto riguarda la tragedia Moby Prince. Dagli atti della commissione parlamentare che ha appena chiuso i lavori, emergono le parole di un testimone, riportate dal quotidiano “La Stampa”. Secondo questa testimonianza la sera in cui è avvenuta la collisione fra il traghetto e la petroliera, in cui morirono centoquaranta persone, non c’era nebbia. Per questo motivo, l’inchiesta potrebbe essere riaperta. In base alla relazione stilata dalla Commissione, inoltre, emergono anche altre importanti novità, soprattutto per quanto riguarda la questione relativa ai soccorsi.

Tragedia Moby Prince

L’inchiesta riguardante la tragedia Moby Prince potrebbe riaprirsi. Dagli atti della commissione parlamentare che ha appena terminato i lavori emergono infatti le parole di un testimone, che sono state poi riportate dal quotidiano “La Stampa”. Proprio in base a questa testimonianza, dunque, l’indagine potrebbe essere riaperta. In particolare, ad assistere alla tragedia è stato Guido Frilli, che dalla finestra di casa sua ha potuto vedere ciò che è successo quella maledetta sera.

Il testimone, davanti alla commissione parlamentare di inchiesta, ha ripetuto ciò che già aveva detto agli inquirenti che seguivano il caso all’epoca.

Ma quella sua testimonianza di allora di ventisei anni fa, datata 10 aprile 1991, non entrò mai nel fascicolo di inchiesta. Secondo quanto dichiarato dal testimone, durante la collisione tra il traghetto Moby Prince, a bordo del quale morirono centoquaranta persone, e la petroliera Agip Abruzzo ferma in rada a Livorno non c’era nebbia. Questa nuova versione dei fatti potrebbe scrivere una nuova verità su quello che è successo quella sera. Fino a questo momento, infatti, una delle cause prese in considerazione per quella tragedia era stata individuata proprio nella nebbia, che aveva impedito di capire quello che stava succedendo e di soccorrere i passeggeri a bordo del traghetto.

Le altre novità

La Commissione Parlamentare era stata istituita nel 2015 e presieduta da Silvio Lai del Partito Democratico.

Secondo quanto riportato da “La Stampa”, la Commissione ha concluso i propri lavori nel corso del mese di dicembre. Nei prossimi giorni dovrebbe essere presentata la relazione finale, per poi essere trasmessa alla Procura per la possibile apertura di una nuova inchiesta. Secondo quanto riferito sempre dal quotidiano torinese, dalla relazione emergerebbero anche altre due novità.

In primo luogo, sembra che per molti la sopravvivenza a bordo del traghetto Moby Prince fu più lunga dei venti minuti ipotizzati dall’inchiesta. Il secondo particolare riguarda invece i soccorsi, che in soli venticinque minuti riuscirono a mettere in salvo praticamente tutto l’equipaggio della petroliera. Secondo quanto riportato nella relazione, i traghetti arrivarono nei pressi del traghetto soltanto molte ore più tardi. L’allora comandante del porto, Sergio Albanese, davanti ai deputati si sarebbe giustificato, spiegando che il traghetto era solo un corollario e che si sono maggiormente concentrati sulla petroliera. In poche parole, a salvare i centoquaranta passeggeri del traghetto non ci ha pensato nessuno.

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