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Tragedia Rigopiano, deposta corona sui resti dell’hotel

Tragedia Rigopiano, ad un anno dal dramma che uccise 29 persone, si è svolta una cerimonia presso i resti dell'hotel, su cui è stata posta una corona.

tragedia rigopiano

Tragedia Rigopiano, è passato un anno, ma la ferita di quanto successo sanguina ancora. Non si può trovare consolazione in nulla, nemmeno nel tempo che passa. Si è quindi svolta una cerimonia sul luogo della tragedia Rigopiano, nei pressi dell’hotel, o meglio, di ciò che ne resta. A ricordo, è stata posta una corona. Molti erano presenti a questa cerimonia, tra parenti delle 29 vittime e autorità civili e militari.

Tragedia Rigopiano un anno dopo

Non si può dimenticare la tragedia Rigopiano, nessuno può farlo. Oggi, ad un anno dalla terribile tragedia, si è svolta una cerimonia in ricordo di quanto accaduto, e delle 29 vittime. L’evento si è svolto presso l’ingresso dell’hotel della tragedia. O meglio, presso i suoi resti. Presenti i parenti delle sfortunate vittime e diverse autorità civili e militari.

È stata posta una corona in onore di quelle 29 persone che hanno perso la vita nella tragedia Rigopiano.

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Tragedia evitabile

C’è tristezza infinita in questa vicenda, ma anche rimpianto. Non solo per come sono stati gestiti i soccorsi, ma anche per motivazioni precedenti alla tragedia, che poteva essere evitata. I periti Bernardino Chiaia, Igor Chiambretti e Barbara Frigo avevano infatti confermato ciò che era già venuto alla luce in seguito all’inchiesta svolta dal Forum H2O. Questo aveva denunciato prima di tutti in che modo l’hotel fosse stato costruito sui detriti di valanghe.

Gli esperti hanno stabilito che ”l’analisi morfometrica sin qui svolta e la comparazione di diverse riprese aeree fotografiche, che coprono il periodo tra il 1945 e l’attuale, consentono di confermare la presenza di due conoidi miste i cui agenti morfogenetici e deposizionali sono ascrivibili, con sicurezza, ai processi gravitativi di versante (colate detritiche, valanghe, processi eluvio-colluviali e frane di crollo)”.

Viene così rilevata una gravissima negligenza da parte dei soggetti preposti nel fatto di non aver considerato l’area in oggetto come area valanghivo, nonostante i palesi precedenti storici, anche in assenza di studi specifici commissionati. Questo ha causato la mancanza della messa procedure di protezione e di opere di difesa.

Si viene a conoscenza quindi, dalla lettura delle varie carte, che il vallone che insiste sulla località di Rigopiano, mostra evidenti e numerose tracce di attività valanghiva. Questi eventi hanno avuto luogo nel periodo invernale 1944-1945. Un’importante parte del bosco risulta rimosso lungo il percorso della valanga, e la conoide è praticamente privata degli alberi, ad eccezione di alcune piante isolate. Nelle valli limitrofe, si possono notare parecchie tracce penetranti, corridoi di deforestazione, causati dallo scorrimento di valanghe nella fascia occupata dalle faggete.

La Valanga

La tragedia sarà raccontata in La Valanga, la nuova serie tv prodotta da Taodue Film. La serie sarà composta da 4 puntate da 50 minuti di durata. Tuttavia, qualcuno ha storto il naso di fronte a questa notizia. Giorgia Galassi, una delle sopravvissute alla tragedia ha giudicato il progetto, soprattutto per la tempistica, irrispettoso nei confronti delle vittime e dei loro parenti.

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