La tragedia del Titanic: un nuovo particolare sulla storia della nave
La tragedia del Titanic: un nuovo particolare sulla storia della nave
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La tragedia del Titanic: un nuovo particolare sulla storia della nave

Titanic
La tragedia del Titanic

La tragedia del Titanic presenta impressionanti analogie con una novella pubblicata 14 anni prima e scritta dall’autore statunitense Morgan Robertson: fu davvero errore umano.

Il libro scritto 14 anni prima

Molto è stato scritto sulla tragedia del Titanic (foto) – per non parlare delle narrazioni cinematografiche, tra cui ovviamente il memorabile kolossal di James Cameron con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet del 1997 –. Tuttavia a pochi giorni dal 105° anniversario del disastro – avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 1912 nelle acque dell’Oceano Atlantico –, emerge che in una novella scritta nel 1898, cioè 14 anni prima, si trovano impressionanti analogie con la tragedia della nave: “Il naufragio del Titan”, scritto dallo statunitense Morgan Robertson.

A parte il nome dell’imbarcazione, il “Titan” è, come il “Titanic”, il più grande transatlantico mai costruito nella storia dell’uomo e fa naufragio proprio dopo aver colpito un iceberg nel Nord dell’Atlantico in una notte di aprile. In pochi riusciranno a salvarsi a causa della scarsità di scialuppe, esattamente come la maggior parte dei passeggeri del Titanic, i quali, com’è noto, erano quasi tutti di terza classe, oltre ai membri dell’equipaggio.

Anche le velocità delle due navi sono più o meno le stesse tra l’Inghilterra e New York, inoltre entrambe vanno a schiantarsi contro il colosso di ghiaccio sul lato di dritta (destro) ed i naufragi avvengono tutti e due a circa 400 miglia da Terranova.

Come una funesta previsione

Praticamente è come se Robertson avesse “previsto” cosa sarebbe avvenuto al celeberrimo transatlantico britannico, il che mette decisamente i brividi. Tuttavia c’è una logica spiegazione a tutto ciò: alla fine dell’Ottocento venivano costruite imbarcazioni di grandezza sempre maggiore e il rischio iceberg nell’Atlantico era messo in conto – o almeno avrebbe dovuto –, specialmente in primavera, quando i ghiacci polari cominciano a sciogliersi. Un’ulteriore conferma dell’imperdonabile errore umano nella tragedia che costò la vita a 1.518 delle 2.223 persone a bordo del Titanic – compresi i 900 membri dell’equipaggio –. I salvati furono 705 – ma alcuni morirono sulla nave che era arrivata in soccorso, la Carpathia – e tra loro le 6 persone che si erano gettate in acqua – nel film di Cameron, una di queste era proprio “Rose” -.

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