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Trenord: denuncia frase razzista, viene sommerso da insulti
Cronaca

Trenord: denuncia frase razzista, viene sommerso da insulti

insulti contro Raffaele Ariano

Raffaele Ariano ha ricevuto una valanga di insulti e di minacce dopo aver denunciato la frase razzista pronunciata da una capotreno della Trenord.

Raffaele Ariano ha denunciato pubblicamente la frase razzista contro gli “zingari” udita dagli altoparlanti del treno regionale 2653, partito da Milano e diretto a Cremona e Mantova. La Trenord annuncia che la capotreno rischia il licenziamento ma su Facebook centinaia di utenti sommergono il ricercatore di insulti e minacce. Il boom dopo un post apparso sulla pagina “Lega – Salvini Premier”.

La frase razzista

“A parte lo stupore per la solerzia con cui la gente si sta accodando a questa nuova Italia giallo/verde, vi chiedo: secondo voi si può fare qualcosa? Sono abbastanza convinto che questo comportamento sia sanzionabile. Il controllore di un treno, ad esempio, è un pubblico ufficiale” scriveva pochi giorni fa sulla sua pagina Facebook Raffaele Ariano, ricercatore dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

E’ stato lui infatti a denunciare pubblicamente la frase a sfondo razzista di una capotreno della Trenord che dagli altoparlanti del treno regionale 2653, partito da Milano e diretto a Cremona e Mantova, ha tuonato: “I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori.

Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c…”.

Frase che ovviamente deve aver indignato più di una persona ma alla fine è stato Ariano a far scoppiare lo scandalo, segnalando il fatto sui social. “Si tratta di un linguaggio offensivo e discriminatorio, inaccettabile sulla bocca di un pubblico ufficiale in servizio e nel contesto di una azienda di trasporti finanziata coi soldi dei contribuenti. Credo che Trenord dovrebbe dissociarsi e chiedere scusa pubblicamente per l’accaduto” sottolineava.

Trenord sanziona capotreno

Inizialmente la Trenord aveva ipotizzato il possibile sabotaggio ma il ricercatore lo ha subito escluso. Intervistato dal Corriere della Sera, Raffaele Ariano spiegava infatti: “Non era una voce registrata, ma di una persona abituata a fare annunci. Una voce femminile che stava parlando proprio in quel momento e si capiva che era un messaggio improvvisato. – aggiungendo – Sono rimasto sullo stesso convoglio per altri trenta minuti e non c’è stata alcuna smentita o scuse per quello che era stato detto”.

Forse anche a causa del pressing mediatico, alla fine la Trenord ha annunciato di aver scoperto a seguito di una indagine interna che difatti quella frase era stata pronunciata da una capotreno, che verrà sanzionata.

Tutti contro il ricercatore

La vicenda però non si è chiusa con l’individuazione della responsabile.

Raffaele Ariano spiega infatti di essere stato in questi giorni oggetto di commenti negativi e insulti da parte di molti utenti Facebook, tra cui quelli che seguono la pagina Lega – Salvini Premier dove è stato aperto una sorta di sondaggio per capire “chi sta con la capotreno e chi sta con il denunciatore”, indicato con tanto di nome e cognome e link diretto alla sua pagina Facebook.

Con la capotreno si è schierato inoltre anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che sempre via social ha precisato: “Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori. – chiosando – Giù le mani dalla capotreno”.

Al Corriere.it Raffaele Ariano mostra quindi un faldone di stampe di pagine Facebook contenenti “insulti, ingiurie, minacce” rivolte in questi giorni alla sua persona. Il ricercatore osserva inoltre che “tantissimi” di questi utenti hanno nella foto del profilo l’immagine di Salvini oppure del Duce e/o dei fasci littori.

Ariano sottolinea come questa sembra essere quindi una sorta di “aggressione squadrista” che prende la forma però “meno pericolosa dell’insulto anonimo”. Il ricercatore ovviamente si è rivolto alle forze dell’ordine per individuare gli autori di questi messaggi.

© Riproduzione riservata

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