Tristan da Cunha, l’isola abitata più lontana del mondo
Tristan da Cunha, l’isola abitata più lontana del mondo
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Tristan da Cunha, l’isola abitata più lontana del mondo

Posizione geografica dell'isola
La cartina geografica dell'isola.

Tristan da Cunha, l’isola più remota al mondo in mezzo all’Atlantico. Le sue caratteristiche geografiche, la sua storia e la vita dei suoi abitanti.

L'isola abitata più remota del mondo

In mezzo all’Oceano Atlantico non c’è solo l’Isola di Sant’Elena, dove il 5 maggio 1821 morì in esilio Napoleone, ma anche Tristan da Cunha, un’isola ancora più lontana – per essere precisi 2.172 chilometri -. Misura 78 chilometri quadrati ed nota per essere l’isola abitata più remota del mondo, raggiungibile solo imbarcandosi da Città del Capo, per un viaggio che dura addirittura una settimana. Si trova infatti a 2.432 chilometri dalla capitale sudafricana. Il centro abitato più vicino è la città di Montevideo, capitale dell’Uruguay.

Il luogo

La storia dell’isola

Stampa dell'esploratoreL’isola fu scoperta nel 1506, all’epoca dei Conquistadores, dal navigatore portoghese Tristão da Cunha, che le diede il suo nome. Egli era partito con la sua flotta per ordine di Alfonso de Albuquerque, primo vicerè delle Indie Portoghesi. Era in viaggio verso Oriente, quando la sua nave si trovò nel bel mezzo di una terribile tempesta nei pressi di Capo di Buona Speranza e approdò proprio su quest’isola, all’epoca deserta: c’erano solo foche, leoni marini, albatros ed una particolare specie di pinguini.

Tristan è la maggiore di quattro isole che formano l’omonimo arcipelago.

Le altre tre si chiamano Inaccessible – per ovvie ragioni -, Nightingale – da nome del Capitano inglese Gamaliel Nightingale, che la esplorò nel 1760 – e Gough – dal nome di Charles Gough, che la riportò alla luce nel 1731 -.

Vista la sua posizione geografica, questo luogo affascinò nei secoli cartografici, esploratori ed avventurieri, che diedero testimonianza di ciò che videro. La più particolareggiata fu quella dell’italiano Arnaldo Faustini, che raccontò anche di un uomo, tale Patten, arrivato sull’isola nel XIX secolo. Senonché questo personaggio compare nel romanzo Le Avventure di Arthur Gordon Pym di Edgar Allan Poe ed è quindi molto facile che si tratti di un’invenzione dello scrittore.

Tuttavia grazie all’opera di Faustini sappiamo che sull’isola spesso soffiano forti venti, come quelli che incontrarono Tristão da Cunha e i suoi uomini, e vi è spesso una fitta nebbia, perciò non è facile approdarvi: vi riuscirono quasi esclusivamente pescherecci sudafricani, costretti a rimanervi per giorni proprio a causa delle difficili condizioni climatiche.

Per il resto, scrive ancora Faustini, c’era una barca che scaricava posta e beni di prima necessità per gli abitanti del luogo e talvolta alcuni passeggeri – ma ciò capitava di rado -. L’isola cominciò a popolarsi nell’Ottocento e tra i primi a recarvisi furono due esploratori italiani, Lavarello e Repetto.

I mezzi di sussistenza erano la coltivazione diretta di patate, la pesca e l’allevamento di montoni. Una vita dura, ma nessuno degli abitanti voleva andarsene da lì.

L'evacuazione voluta dal governo britannico

Dominio britannico, nel 1961 il governo di Sua Maestà decise di far evacuare Tristan da Cunha a causa di un’eruzione, costringendo gli abitanti a trasferirsi in Gran Bretagna dove avrebbero potuto ricominciare daccapo in una realtà completamente diversa e sempre più moderna.

Sull’isola l’unica legge era: “Nessuno prenderà superiorità alcuna su un altro e ognuno sarà considerato come un eguale sotto tutti gli aspetti”, perciò gli abitanti ritennero ingiuste alcune leggi inglesi e non riuscirono ad adattarvisi.

Dopo due anni, scampato il pericolo del vulcano, pretesero di essere riportati a Tristan da Cunha.

Gli abitanti oggi

Zona dell'isola

Attualmente i pochi abitanti dell’isola si dedicano soprattutto al commercio di gamberi ed aragoste, nonchè alla vendita di francobolli e monete in caso capiti tra loro qualche collezionista, mentre le donne si dedicano alla mungitura delle vacche producendo latte che viene messo a disposizione di tutte le famiglie e degli anziani. Il centro è Edimburgo dei Sette Mari, così chiamato quando vi fece visita il Principe Alfred di Scozia, quartogenito della Regina Vittoria e del Principe Albert, nel 1867. Questo è un luogo di pace – anche perchè è piccolo e così lontano dal mondo – e la vita si basa sulla solidarietà e sull’uguaglianza sociale.

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