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Troppa igiene personale favorisce il finto moralismo

Ecco qui una notiziola tanto stramba quanto spaventosa (almeno per chi, come me, detesta “quelli che benpensano”): le persone abituate a una rigorosa igiene personale arrivano a sentirsi moralmente superiori alle altre. È questa la conclusione di uno studio pubblicato dal Journal of Experimental Social Psychology, e condotto da un team di ricercatori guidati da Chen-Bo Zhong della Northwestern University. L’esperimento è consistito nel dividere 58 studenti in due gruppi, invitandone solo 27 (un gruppo) a lavarsi le mani. Successivamente tutti e 58 sono stati sottoposti ad un questionario sulla moralità. Gli studenti dovevano assegnare un ‘punteggio morale’ a sei attività sociali: fumo, droghe illegali, pornografia, bestemmie, immondizia e adulterio. È emerso che gli studenti che avevano disinfettato le mani tendevano a essere molto più severi nel giudicare la moralità di questi argomenti.

Dopo un po’, ad altri due gruppi di studenti è stato sottoposto un questionario simile, ma dopo aver letto due tipi di testi, che rispettivamente descrivevano una situazione di sporcizia e una di estrema pulizia: stesso risultato del primo esperimento.
Infine, a 136 studenti è stato chiesto di rispondere al solito questionario, e in più di esprimere giudizi morali su se stessi paragonandosi agli altri partecipanti allo studio: anche in questo caso giudizi morali più cattivi e caustici provenivano da parte di chi aveva letto il messaggio inneggiante alla pulizia.

Afferma Zhong, il coordinatore della ricerca: “L’igiene personale non solo a quanto pare ha il potenziale di far oscillare il pendolo verso una personalità più moralista, ma incoraggia persino un giudizio morale più positivo verso noi stessi e più severo verso gli altri”.

Dunque, stravolgendo un famoso spot, potremmo dire ai Ponzi Pilati in questione: “puliti fuori, puritani dentro”…

senza plin plin che tenga!


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