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Troppi lavoratori a casa, Londra pensa a piano per la pingdemic

Roma, 23 lug. (askanews) – E’ diventato difficile trovare personale che possa lavorare nel Regno Unito; iniziano i problemi per i trasporti, si svuotano i supermercati. É l’effetto della “pingdemic”, la pandemia da tracciamento come è stata chiamata, un riferimento alle notifiche che arrivano dall’app del Sistema sanitario nazionale per segnalare che si è entrati in contatto con una persona positiva e ci si deve autoisolare.

Si stima che la “pingdemic” abbia costretto già più di 600.000 lavoratori chiave a casa e si pensa a una soluzione.

Il governo valuta l’ipotesi di intensificare i test quotidiani in modo che i dipendenti essenziali, come quelli del settore alimentare, possano continuare a lavorare anche dopo essere stati “pingati”, se vaccinati.

“Avevamo sette, otto dipendenti prima della pandemia. Al momento, siamo sotto di due – dice Giuseppe Gullo, proprietario del ristorante italiano Lume a Londra. Un po’ perché qualcuno ha ricevuto un ping dall’app del Sistema sanitario nazionale, un po’ perché uno degli chef durante la pandemia ha deciso di andare in Italia e non è più tornato”.

Ma se molti sperano in una rapida soluzione per tornare all’efficienza, qualcuno con la variante delta è più timoroso e a fronte delle difficoltà preferisce le regole ferree: “Vorrei che il mio staff venisse al lavoro, ma voglio che si senta sicuro, sia in un ambiente sano e inoltre qui siamo di fronte al pubblico, voglio che il pubblico sappia che se viene qui noi seguiamo tutte le regole che devono essere seguite”.

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