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Tumore ovarico di 60 chili rimosso negli Stati Uniti

Una donna americana di 38 anni è stata operata per la rimozione di un tumore ovarico di 60 chili. Si tratta di un tumore da record.

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Un tumore ovarico di 60 chili è stato asportato da un’equipe medica statunitense. La paziente è una donna americana di 38 anni. Il tumore, sviluppatosi all’ovaia sinistra, è cresciuto fino a diventare un’enorme massa tumorale che ha messo in serio pericolo la vita della donna.

L’operazione, effettuata il 14 febbraio 2018, è stata resa nota solo qualche mese dopo, nel momento in cui i medici hanno dichiarato la donna fuori pericolo.

Un tumore di 60 chili

È un tumore da record quello asportato nel Connecticut da parte dei medici del Danbury Hospital. Una massa di ben 60 chili, cresciuta a partire dall’ovaia sinistra della paziente. La donna, un’insegnante di 38 anni, ha iniziato a lamentare dei fastidi nel novembre 2017.

In quel periodo, ha notato un rapido aumento di peso: ha dichiarato di vedere il numero sulla bilancia salire di ben 5 chili ogni settimana. Un aumento rapidissimo, che ha portato il tumore a raggiungere dimensioni notevoli in pochi mesi.

Il medico della donna l’ha immediatamente sottoposta a tutte le analisi necessarie, compresa una tomografia computerizzata (TC) che ha rivelato la presenza del tumore ovarico. A quel punto, il dottore ha contattato Vaagn Andikyan, oncologo specializzato in tumori ovarici.

Una variante genetica

Può sembrare impossibile che un tumore possa crescere fino a raggiungere quelle dimensioni. Si tratta di un caso certamente raro, ma possibile. “I tumori mucinosi alle ovaie tendono a essere grossi”, spiega il dottor Andikyan. “Ma casi di questo tipo sono incredibilmente rari. Potrebbe essere tra i dieci o venti tumori più grandi mai operati al mondo”. Niente a che vedere, tuttavia, con il record mondiale: un tumore di 137.4 chili, rimosso nel 1994.

Fortunatamente, tumori di queste dimensioni tendono ad essere benigni e a non formare metastasi. Il pericolo più grave, in questi casi, viene dalla stessa massa del tumore. La paziente del dottor Andikyan era ormai impossibilitata a camminare e mangiare autonomamente. Il tumore le comprimeva l’apparato digerente, impedendole di ingerire il cibo. Nonostante il continuo aumento di peso, era denutrita. Inoltre, rischiava la comparsa di pericolosi coaguli nel sistema circolatorio. “Non mangiava, non camminava e c’erano potenziale complicazioni per il sistema venoso“, ha dichiarato il suo medico.

L’operazione

Per l’operazione, il Danbury Hospital e il dottor Andikyan hanno riunito un’equipe di ben venticinque medici. L’intervento è durato cinque ore ed è stato estremamente delicato. I medici hanno deciso di asportare non solo il tumore ma anche 3 chili di pelle in eccesso, cresciuta per accogliere la massa in rapida crescita ma che ora avrebbe costituito un inutile fastidio per la paziente.

Il dottor Andikyan ha inoltre deciso di asportare l’ovaia sinistra (quella infestata dal tumore) e la relativa tuba di Falloppio, ma di lasciare intatta la destra, per permettere alla paziente di restare incinta.

A quasi tre mesi di distanza dall’operazione, la paziente è fuori pericolo ed è tornata al lavoro. I medici hanno dichiarato che già dopo due settimane dall’intervento ha potuto fare ritorno a casa.

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Lisa Pendezza

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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