Tumori, nuovo test per 115 mutazioni genetiche ereditarie
Tumori, nuovo test per 115 mutazioni genetiche ereditarie
Salute

Tumori, nuovo test per 115 mutazioni genetiche ereditarie

tumori
Dall'8 maggio sarà possibile per tutte le donne partecipare al test di mappatura genetica ideato negli Stati Uniti per prevenire il tumore ovarico.

Dall'8 maggio sarà possibile per tutte le donne partecipare al test di mappatura genetica ideato negli Stati Uniti per prevenire il tumore ovarico.

Un nuovo programma molto innovativo verrà attivato al laboratorio di Genomica dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO). Si tratta di un nuovo test, gratuito per un anno per tutte le pazienti IEO con tumore ovarico, che si occupa di mappare il rischio genetico attraverso lo studio simultaneo di 115 mutazioni genetiche ereditarie di ogni tipo.

Ad annunciarlo è il direttore dell’Istituto, Roberto Orecchia. Come spiegato da Piergiuseppe Pelicci (direttore di ricerca) il vantaggio apportato da questo test sta nell’individuazione di percorsi di protezione personalizzati e riuscire ad identificare i tumori ereditari cosicché le aziende farmaceutiche siano agevolate nella creazione di medicinali adatti. L’esame sarà “rapido, preciso ed economicamente sostenibile“.

Il motivo che sta alla base di questa nuova ricerca si trova nel fatto che dal 2014 in Italia si sono registrati quasi 5mila nuovi casi, ovvero il 3% dei tumori diagnosticati a donne. Secondo le statistiche sul caso, 1 donna su 74 sviluppa un tumore ovarico.

Le vittime nel mondo di questa malattia sono più di 140 mila all’anno.

Il tumore in questione è di tipo maligno e ha origine nel tessuto di rivestimento della superficie di ovaio/e e tuba le cui cellule possono spargersi nella cavità addominale e colpire gli altri organi o diffondersi direttamente in altri punti del corpo, in particolare nel sangue e nei linfonodi. Questo dato indica quando sia pericoloso il tumore ovarico.

L’analisi si potrà fare a partire dall‘8 maggio e, come detto in precedenza, verrà rimborsata a tutti i pazienti che hanno familiarità con il tumore e a coloro le quali sono già ricoverate o operate presso lo IEO. L’obiettivo finale è di creare un Oncochip, ovvero un microchip oncologico, che contenga tutti i dati della persona malata dal punto di vista molecolare. In sostanza si tratta di una carta d’identità informatica che serve ad identificare la cura migliore.

Il sogno di Obama, quindi, si realizzerà in via Ripamonti nell’IRCCS a Milano, voluto da Veronesi per il progetto “Precision Medicine Initiative“.

Nel febbraio di due anni fa, Orecchia, aveva presentato alla stampa i progetti al 2020 e fece riferimento al programma di sequenziamento genomico già in atto negli Stati Uniti grazie ad Obamacare.

Questa del Oncochip, in sostanza, è la prova pratica di quanto accennato quel giorno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche