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Tunisia, il presidente Saïed sospende il Parlamento e revoca incarico a premier e ministri

In Tunisia, il presidente della Repubblica Saïed ha sospeso il Parlamento e revocato l’incarico al premier e a due ministri: si ipotizza un colpo di Stato.

decreto

In Tunisia, il presidente della Repubblica Kaïs Saïed ha emanato un decreto con il quale ha annunciato di aver sollevato dal proprio incarico non solo il primo ministro ad interim Hichem Mechichi ma anche il ministro della Difesa, BrahimBerteji, e la ministra della Giustizia, Hasna Ben Slimane.

Tunisia, il presidente Saïed sospende il Parlamento e revoca incarico a premier e ministri

Nella giornata di lunedì 26 luglio, il presidente della Repubblica Kaïs Saïed ha diramato un decreto con il quale ha deciso di sospendere il Parlamento tunisino per 30 giorni e ha revocato l’immunità dei membri che lo compongono. Inoltre, il presidente Saïed ha anche stabilito le dimissioni forzate del primo ministro ad interim Hichem Mechichi e di alcuni ministri, tra i quali figurano il ministro della Difesa, Brahim Berteji, e la ministra della Giustizia, Hasna Ben Slimane.

L’iniziativa varata dal capo dello Stato della Tunisia giunge in modo totalmente sorprendente e inaspettato, gettando il Paese in un profondo caos. Nonostante il decreto pubblicato e le estreme scelte imposte al Governo, Kaïs Saïed ha assicurato che “non si tratta di un colpo di Stato” e di aver agito rispettando quanto previsto dalla Costituzione tunisina.

Tunisia, l’annuncio del presidente della Repubblica Kaïs Saïed

In seguito alla diffusione del decreto e al licenziamento di Mechichi e dei due ministri della Difessa e della Giustizia, il presidente della Repubblica Kaïs Saïed ha rilasciato alcune dichiarazioni avvalendosi della tv di Stato e spiegando: “Ho deciso di assumere il potere esecutivo con l’aiuto di un capo di governo che nominerò io stesso. Secondo la Costituzione, ho adottato le decisioni richieste dalla situazione per salvare Tunisi, lo Stato e il popolo tunisino – e ha aggiunto –.

Chi parla di colpo di Stato dovrebbe leggere la Costituzione o tornare al primo anno di scuola elementare – per poi concludere con le seguenti affermazioni –. Io sono stato paziente e ho sofferto con il popolo tunisino”.

Inoltre, il capo dello Stato ha anche ammesso di essere pronto ad adottare ulteriori misure qualora dovesse essere necessario e ha precisato di non volere che nel Paese si verifichino nuovi spargimenti di sangue a circa un decennio di distanza dalla Rivoluzione dei Gelsomini. A questo proposito, infatti, Kaïs Saïed ha ribadito: “Chi punta un’arma diversa da quella della legittimità troverà un’arma, ma non voglio una sola goccia di sangue”.

Intanto, nella tarda mattinata di lunedì 26, il presidente Saïed ha anche disposto la chiusura della sede locale dell’emittente televisiva panaraba al-Jazeera, strettamente connessa alla Fratellanza Musulmana, vicina al partito islamista Ennahda. Il partito rappresenta uno dei principali oppositori che attualmente stanno contrastando il capo dello Stato.

Tunisia, le forze politiche che si oppongono al presidente Saïed

Poco dopo l’emanazione del decreto del presidente della Repubblica, il Parlamento è stato circondato dall’esercito tunisino. Nel corso della notte, del resto, i militari avevano già impedito l’accesso all’edificio al presidente dell’Assemblea Rached Ghannouchi, leader di Ennahda, e alla vicepresidente Samira Chaouachi, a Noureddine Bhini e ad altri membri del governo del medesimo partito e della coalizione islamista Al Kamara.

In merito alla situazione in atto nel Paese, dopo aver organizzato una riunione d’emergenza alla quale hanno partecipato tutti i membri di Ennahda, il presidente Ghannouchi ha dichiarato: “Non siamo stati consultati, respingiamo le decisioni annunciate da Kaïs Saïed e faremo appello alle organizzazioni nazionali e a quelle della società civile per contrastarle. Riteniamo che il Parlamento non sia stato sciolto e rimarrà in seduta permanente. Il capo dello Stato ha applicato erroneamente le disposizioni dell’articolo 80. Ciò che il capo dello Stato ha appena annunciato non può essere qualificato come altro che un colpo di Stato. È un colpo di Stato contro la Costituzione e le istituzioni statali”.

Le parole del presidente del Parlamento, tuttavia, sono state confutate da Kaïs Saïed che ha rivelato di aver avvertito Ghannouchi della decisione presa al pari del premier Mechichi. A questo proposito, tuttavia, il presidente dell’Assemblea ha ribattuto: “È vero che il capo dello Stato mi ha contattato per dirmi che avrebbe annunciato lo stato di emergenza, ma in nessun modo mi ha detto che stava preparando un golpe e che aveva in mente di cambiare il regime democraticopresente in modo dispotico e unilaterale il regime”.

Il partito islamista Ennahda, quindi, sta ipotizzando di presentare una mozione di sfiducia contro il presidente della Repubblica Kaïs Saïed.

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