×

Il Turismo deve ripartire in estate: corridoi sanitari e pass covid

Corridoi sanitari e pass covid, le formule necessarie per non bloccare il turismo anche in estate.

Turismo corridoi sanitari pass covid

La pandemia ha colpito fortemente il tessuto economico in Italia che genera una parte consistente del suo Pil dal turismo che però è fermo da un anno. Il blocco agli spostamenti, il settore dello sci mai fatto aprire e una Pasqua senza turisti rischia ora di mettere seriamente in crisi un comparto fondamentale per l’economia del bel Paese.

L’obiettivo del governo è ora dunque quello di lavorare affinché, almeno nell’estate 2021, le strutture possano tornare ad operare in totale sicurezza. In tal senso fondamentale importanza assumono i corridoi vaccinali e i passaporti vaccinali, o pass covid, così come i ristori dell’esecutivo alle attività in difficoltà.

Turismo, tra corridoi sanitari e pass covid

I mesi di Luglio e Agosto fanno da soli il 60% delle entrate del turismo nazionale, per cui sarà necessario che Draghi e il ministro competente sul tema, il leghista Massimo Garavaglia, lavorino per questo.

Fondamentale sarà superare le reticenze dei Paesi del nord Europa in merito al passaporto covid, strumento di sicurezza sanitaria che consentirebbe di muoversi nel vecchio continente senza l’obbligo di quarantena. Decisivi saranno poi gli accordi internazionali con altri Stati europei per creare dei veri e propri corridoi simili a quelle che hanno permesso a molti tedeschi in questi giorni di andare in Spagna per una vacanza alle Baleari.

Tutto questa naturalmente non basterà da solo per salvare il settore del turismo, sarà infatti necessario anche che lo Stato intervenga per frenare la crisi di liquidità di tutte quelle aziende del comparto che da un anno hanno visto i loro incassi avvicinarsi allo zero. In cantiere ci sarebbero aiuti a medio termine, si pensi ad esempio all’allungamento delle scadenze dei debiti, il varo di mini-bond per le strutture con il sostegno di Mediocredito centrale e Cdp.

Ci sarà poi il Recovery Plan che prevede che 8 miliardi delle risorse che arriveranno vengano destinate al settore turistico.

Le polemiche del settore

Non mancano poi le polemiche da parte degli operatori del settore che da tempo chiedono al governo di essere maggiormente tutelati. “Siamo il comparto più penalizzato dalla pandemia. Se il governo volesse davvero darci una mano potrebbe vaccinare, dopo i 70enni, gli operatori del settore”, così ad esempio Luca Patanè, presidente dell’aerolinea Blue Panorama e di Confturismo. Ivana Jelinic, presidente della federazione delle agenzie di viaggio (Fiavet), sottolinea invece la necessità di “corridoi bilaterali in entrata e uscita per i viaggi con aree dove la situazione sanitaria è sotto controllo”.

Contents.media
Ultima ora