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Turismo negli Stati Uniti, arriva la tassa d’ingresso

Dopo la tassa di soggiorno a Roma che tante polemiche ha suscitato in Italia, arriva un’altra tassa che sicuramente farà molto discutere. Infatti, chi deciderà di fare un viaggio negli Stati Uniti d’America senza avere un visto sul passaporto dal prossimo 8 settembre dovrà pagare una “tassa di ingresso” di ben 14 dollari (circa 10 euro al cambio attuale). La tassa riguarderà i viaggiatori dei 36 paesi del mondo – quasi tutti europei tra cui l’Italia – che aderiscono al programma “senza visto”.

Il programma “Esta”, entrato in vigore nel gennaio del 2009, prevede l’obbligo di registrazione on line per tutti coloro – minori e neonati compresi – che non sono in possesso di un visto per entrare negli U.S.A. La decisione americana, diffusa tramite una nota delle ambasciate statunitensi nei vari paesi interessati, non è affatto piaciuta alla Comunità Europea.

Come sottolineato dall La commissaria agli Affari Interni di Bruxelles, Cecilia Malmstroem, ha sottolineato come “la misura è incoerente con gli impegni presi dagli Stati Uniti per facilitare la mobilità tra le due sponde dell’Atlantico poichè aggiunge ulteriori oneri a carico dei cittadini europei che vogliono recarsi negli U.S.A.”.

I 14 dollari serviranno – secondo le prime indicazioni – a finanziare, con una quota di 10 dollari a ‘ingresso’, il piano di promozione turistica americano e per i restanti 4 dollari a sostenere le spese per il funzionamento del programma “Esta”, che richiede l’obbligo di un’autorizzazione elettronica prima di imbarcarsi su un vettore aereo o marittimo diretto negli U.S.A. L’ambasciata americana a Roma ha precisato che ”le autorizzazioni rilasciate prima dell’8 settembre prossimo rimarranno valide fino alla data della loro scadenza e la loro modifica rimane gratuita”.

Chi invece rinnoverà il passaporto dovra’ ”effettuare una nuova registrazione ESTA soggetta al pagamento dei 14 dollari”.

C’è però da dire che di una misura del genere si parlava già da tempo, non è quindi stata del tutto una sorpresa. A protestare sono soprattutto gli operatori turistici. Gli operatori dell’Astoi (Associazione dei Tour Operator), parlando di ”balzello”, nei mesi scorsi hanno sottolineato come ”in un momento di estrema fragilita’ del mercato, l’adozione di meccanismi penalizzanti non contribuisca al rilancio del settore”. Questa della “Tassa d’ingresso” negli U.S.A. rimane comunque una decisione che provocherà ancora numerose polemiche, soprattutto in Europa, anche se la scelta americana sembra proprio definitiva.


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