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Tutta la vita davanti: recensione del film
Cultura

Tutta la vita davanti: recensione del film

Tutta la vita davanti è un film uscito nel 2008 liberamente ispirato al libro “Il mondo deve sapere” di Michela Murgia.

Si tratta di una commedia dai risvolti amari che si occupa del mondo del precariato.

Tra gli attori Sabrina Ferilli nel ruolo di responsabile di un call-center, Isabella Ragonese, Elio Germano, Valerio Mastrandrea, Micaela Ramazzotti.

Il film pone al centro della vicenda la giovane Marta, appena laureata in filosofia. In attesa di trovare un posto di lavoro adeguato agli studi accetta di fare la baby sitter di Lara la cui madre è incapace a badare alla bambina. Grazie alla mamma di Lara trova un lavoro part time come telefonista della Multiple. L’azienda è specializzata nella vendita di un depuratore dell’acqua dagli effetti apparentemente miracolosi.

Da qui inizia il percorso di Marta nel mondo del precariato. Inizialmente tutto sembra andar bene; un ambiente giovane e stimolante. Poi il lavoro si rivela di tutt’altro genere.

L’azienda si manifesterà pian piano per quello che è: una specie di Grande Fratello che inizialmente ti attrae e poi ti butta via. Un mondo che ai premi e alle gratificazioni fa seguire le eliminazioni. Un mondo dove sia i capi che i sottoposti sono accomunati dalle stesse ansie e frustrazioni.

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Manuela Margilio 117 Articoli
Sono laureata in giurisprudenza e amo scrivere su questioni relative al diritto e fisco; mi piace leggere e mi dedico alle recensioni. Scrivere sul web è una delle mie passioni che mi consente di essere sempre aggiornata.