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Uber: cos’è

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Alla scoperta del controverso mondo di Uber, e delle caratteristiche che lo stanno mettendo in grado di rivoluzionare il mondo della mobilità.

Creata a San Francisco nel 2009 dal discusso Travis Kalanick, Uber è forse la start up più controversa tra quelle di maggior successo affacciatesi sulla scena mondiale nell’ultimo decennio.

Malgrado infatti la sua diffusione sia ormai capillare in numerosi stati – compresi Cina, Australia, Francia e Spagna -, infatti, l’azienda è stata oggetto di numerose class action e di una serie di provvedimenti legislativi atti a regolarizzarne la presenza e l’utilizzo. Al centro delle controversie ci sono soprattutto le associazioni sindacali di tassisti, che imputano a Uber una sorta di concorrenza sleale, con l’aggravante della scarsa professionalità dei prestatori d’opera iscritti al servizio.

Per contro, Kalanick si è più volte scagliato contro quella che lui considera alla stregua di una loggia, imputando ai suoi rappresentanti – parliamo sempre dei tassisti – di voler sacrificare il progresso e la libertà d’impresa in nome dei loro antichi privilegi.
Ma che cos’è, in sostanza, Uber? Si tratta di nulla di più di una semplice applicazione che mette in contatto prestatori d’opera automuniti e persone che necessitano di un taxi.

Basta iscriversi al servizio online, nell’uno o nell’altro ruolo, e sarà l’applicazione stessa a gestire le prenotazioni. Per registrarsi come conducenti, è sufficiente avere 21 anni compiuti, possedere un’automobile a 4 porte coperta e con un contratto assicurativo stipulato da meno di otto anni, non avere precedenti penali e avere una dote di almeno 10 punti sulla patente. Una volta entrati nel circuito, la stessa Uber fornisce uno smartphone per la gestione delle prenotazioni, una revisione dell’auto e un’assicurazione.

Se si è registrato come cliente, per usufruire del servizio è sufficiente richiedere un veicolo per la destinazione desiderata, e scegliere tra le opzioni proposte. È anche possibile scegliere tra vetture di diverse pezzature, a seconda delle necessità in termini di trasporto persone e bagagli. Il pagamento della corsa non viene corrisposto direttamente al conducente, ma viene prelevato dall’applicazione direttamente dalla carta di credito del cliente, non appena la corsa è stata conclusa a buon fine. Per calcolare l’importo dovuto, si applicano diversi parametri: distanza percorsa se la velocità è maggiore dei 17 chilometri orari, tempo impiegato se inferiore. Vengono però applicati degli altri massimali di calcolo, in base alla richiesta e, come detto, al tipo di vettura selezionata.
Il vantaggio principale di Uber, almeno nelle città in cui è presente, è la dimensione economica del servizio, nettamente più vantaggiosa rispetto ai taxi tradizionali. Lo svantaggio principale è dato, ovviamente, dall’assenza di garanzie di professionalità del conducente e di comfort della sua vettura. Tuttavia, anche da questo punto di vista il servizio Uber si sta perfezionando, e alla lunga sta raggiungendo standard qualitativi decisamente “pericolosi” per i conducenti di taxi. Di qui, in buona misura, le accuse di concorrenza sleale e le richieste di tutela da parte delle associazioni di categoria.

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