Stati Uniti: uccide figlia piccola con dose letale di sale
Stati Uniti: uccide figlia piccola con dose letale di sale
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Stati Uniti: uccide figlia piccola con dose letale di sale

La donna dovrà scontare una condanna a 30 anni reclusione per l'omicidio di una delle sue tre figlie, uccisa con una dose letale di sale

Anche il sale, se usato impropriamente può essere un veleno. E certamente lo sapeva, Kimberley Martines, 25enne americana condannata a 30 anni di prigione per aver avvelenato una delle sue figlie dandogli una dose letale di sale.
La tragedia è avvenuta nel corso del 2016 in Carolina del Sud, ed è maturata in un contesto di disagio familiare.

Uccisa per riavere il marito

La donna, già madre di tre figli – due gemelle di 17 mesi e una bambina di 4 anni – avrebbe infatti deciso di avvelenarne uno dei tre nel tentativo di attirare l’attenzione del marito, da cui si stava separando.
I medici dello Spartanburg medical center avevano accolto nella struttura ospedaliera la piccola Peyton Martines il 31 luglio del 2016.

Accolta in ospedale era apparsa subito grave

La piccola, che all’epoca dei fatti aveva solo diciassette mesi, mostrava gravi segni di disidratazione, aveva una forte febbre, e le analisi mediche effettuate riscontrarono da subito una altissima concentrazione di sale nel sangue. Una concentrazione talmente elevata da aver causato la restrizione dei vasi sanguinei, l’accumulo di liquidi nei polmoni e danni ai reni, portando la piccola ad una situazione di morte cerebrale.

Nonostante le cure ricevute per la bambina non c’è infatti stato nulla da fare, ed è morta cinque giorni dopo.

“Solo un incidente”: la prima versione della madre

La madre aveva in un primo momento dichiarato alla polizia che si era tratto di un incidente causato dalla sua dimenticanza del barattolo del sale in un luogo non sicuro e raggiungibile dai bambini. Una versione però che non ha retto, quando proprio la figlia maggiore delle tre ha raccontato alla polizia di aver visto la madre dare un cucchiaio di sale alla sorellina, descrivendo anche nel dettaglio il sacchetto in cui questo era contenuto.

La “confessione” della sorella maggiore

Un sacchetto ritrovato nel corso della perquisizione della casa nascosto dietro un cuscino del divano.
A questo punto la madre, di fronte alle prove raccolte e alla confessione della figlia, non ha retto alla pressione, confessando agli agenti di aver deliberatamente dato il sale alla piccola nel tentativo di far riavvicinare il marito, da cui si era recentemente separata.

La scelta casuale del bambino da avvelenare

E quando gli investigatori le hanno chiesto perché avesse scelto di avvelenare proprio la piccola Peyton, la donna ha risposto affermando che aveva semplicemente preso la bambina che si trovava più vicina in quel momento.
Adesso la donna dovrà scontare una condanna a 30 anni di reclusione, di cui dovrà scontarne almeno l’80% prima di poter usufruire di eventuali sconti di pena.
Gli altri due bambini, sono stati presi in carico dal Dipartimento dei Servizi Sociali.

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