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Uccise il padre violento, il fratello: “Quella sera temevamo che papà ci avrebbe ammazzato tutti”

Loris ha raccontato cosa è accaduto nella notte in cui suo fratello ha ucciso il padre violento Giuseppe Pompa.

Uccise il padre

Loris ha raccontato cosa è accaduto nella notte in cui suo fratello ha ucciso il padre violento Giuseppe Pompa. I ragazzi vivevano tra insulti continui, minacce di morte e urla. Terrore quotidiano in famiglia. 

Uccise il padre violento: il racconto del fratello

Il 30 aprile 2020 Alex ha ucciso il padre Giuseppe Pompa, uomo violento. Il fratello Loris, di 23 anni, è stato per 9 ore davanti alla Corte d’Assise, per spiegare quello che è successo e i motivi di questo omicidio. “Un inferno durato dieci anni. Non ho memoria di momenti felici in famiglia. Non c’erano giorni belli, a casa mia c’erano solo giorni che andavano male o malissimo” ha raccontato Loris.

I due ragazzi hanno assistito a liti terribili sia di giorno che di notte, compresi i compleanni e le altre feste. Parlando dell’omicidio, ha parlato solo di pochi ricordi. “Sono rimasto pietrificato, ricordo il sangue ovunque e io sono facilmente impressionabile” ha dichiarato. Quella sera era sotto shock e lo ha ripetuto diverse volte al pm Alessandro Aghemo, che gli ha contestato come fosse possibile che è rimasto fermo mentre Alex dava 34 coltellate al padre

Uccise il padre violento: le violenze subite dalla mamma

Ricordo mio fratello prendere un coltello dalla punta arrotondata e ho anche un’immagine di mio padre con un coltello in mano” ha raccontato. Quella sera la lite era stata peggiore del solito, perché l’uomo era “geloso, morboso e possessivo, aveva visto un collega di lavoro poggiarle una mano sulla spalla“. Quando la mamma, cassiera in un supermercato, era tornata a casa, lui era letteralmente impazzito. “Era cattivo, con gli occhi fuori dalle orbite.

Ha cominciato a insultarla fin dal pianerottolo” ha spiegato. L’uomo ha insultato in modo molto violento la moglie. In aula sono stati fatti ascoltare audio scioccanti delle urla dell’uomo, alcuni relativi anche ad anni precedenti. “L’abbiamo registrato perché lui voleva sempre ripulire il telefono dai messaggi e farci apparire come la famiglia del Mulino Bianco. Invece così, se ci avesse ammazzato, i carabinieri guardando nei nostri telefoni avrebbero potuto capire che tipo era e incriminarlo” ha spiegato Loris. 

Uccise il padre violento: i figli lo hanno registrato

I figli hanno registrato per 225 volte il padre e le liti in famiglia, di nascosto. Nel 2020 solo 14 registrazioni. “Con il lockdown la nostra vita era diventata ancora più difficile. Un incubo perché l’avevamo in casa sempre, mentre prima almeno nelle otto ore in cui era fuori per lavoro non c’era. Era però più difficile registrarlo perché se ci avesse scoperto ci avrebbe ammazzato” ha spiegato il ragazzo, rispondendo all’avvocato Claudio Strata, che assiste il fratello. “È terribile riascoltare la sua voce e questi audio ma almeno così potete capire cosa abbiamo vissuto. Quanto ci abbia rovinato la vita” ha raccontato Loris, che ha sottolineato che il padre era “malato, la sua gelosia era ossessiva ed era pieno di fisse, come spegnere due volte la luce, chiamare le persone due volte, chiudere otto volte la porta di casa. Ci chiudeva tutti dentro. Quella casa era la nostra tomba“. Per paura che potesse uccidere la madre, Alex e Loris hanno cambiato la loro vita per non lasciarla sola. “Non andavamo mai via a dormire fuori, non esistevano i sabato sera con gli amici. Le davamo sempre un abbraccio la sera prima di andare a dormire, un po’ più lungo del solito, nel timore di non rivederla al mattino” ha raccontato il ragazzo. 

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