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Ucraina, Draghi in Senato: “Non ci volteremo dall’altra parte, italiani lascino il paese”

Draghi è intervenuto in Senato per comunicare gli sviluppi del conflitto in Ucraina: nel pomeriggio si recherà alla Camera.

Il premier Mario Draghi

Il Premier Draghi è intervenuto in Senato per fornire comunicazioni in merito agli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. Dopo aver ribadito il suo sostegno al popolo invaso e al suo governo, ha garantito il massimo appoggio dell’Italia alla sua difesa contro Mosca.

Draghi in Senato riferisce sull’Ucraina

L’invasione dell’Ucraina segna un svolta decisiva nella storia europea. Negli ultimi decenni molti si erano illusi che la guerra non sarebbe più tornata, che gli orrori del Novecento fossero irripetibili, che le istituzioni multilaterali create dopo la seconda guerra mondiale fossero destinate a proteggerci per sempre. In altre parole, che potessimo dare per scontate le conquiste di pace, sicurezza e benessere ottenute dalle generazioni passate.

Le immagini che ci arrivano dall’Ucraina segnano la fine di queste illusioni. L’eroica resistenza del popolo ucraino e del suo presidente ci obbligano a compiere scelte fino a pochi mesi fa impensabili. Ribadisco tutta la mia solidarietà, quella del governo e degli italiani al governo ucraino e ai cittadini ucraini. Voglio inoltre esprimere vicinanza alle 236 mila persone di nazionalità ucraina presenti in Italia, che vivono giorni drammatici per il destino dei propri cari.

L’Italia vi è riconoscente per il contributo che date ogni giorno alla vita del paese e siamo al vostro fianco.

L’aggressione premeditata e immotivata della Russia verso un paese vicino ci riporta indietro di oltre 80 anni. Non si tratta solo di un attacco ad un paese sovrano e libero ma anche ai nostri valori di libertà e democrazia. Ora tocca a noi tutti decidere come reagire e l’Italia non si volterà dall’altra parte.

“Reazione rapida, ferma e unitaria contro la Russia”

Il disegno di Putin si rivela con contorni nitidi: nel 2014 ha annesso la Crimea con un referendum illegale, ha iniziato a sostenere i separatisti del Donbass, la scorsa settimana ne ha riconosciute le repubbliche e subito dopo ha invaso l’Ucraina con il pretesto di un’operazione militare speciale.

Le minacce di far pagare chi osa essere d’intralcio e il ricatto del ricorso al nucleare ci impongono una reazione rapida, ferma e unitaria. Tollerare una guerra di aggressione vorrebbe dire mettere a rischio la sicurezza e la pace in Europa. Mentre condanniamo la posizione di Putin, dobbiamo ricordarci che questo non è uno scontro contro la nazione e i cittadini, molti dei quali non approvano le azioni del governo. Ammiro il coraggio di chi prende parte alle manifestazioni contrarie. Il Cremlino dovrebbe ascoltare queste voci e abbandonare i suoi piani di guerra che finora sembrano fallire, anche grazie all’opposizione dell’esercito ucraino e dall’unità mostrata dall’UE e dei suoi alleati.

I russi però avanzano per prendere possesso delle principali città e aumentano le vittime civili. La Bielorussia ha inoltre votato a favore di alcune rilevanti modifiche costituzionali ed eliminato lo status di paese de-nuclearizzato, il che potrebbe far stanziare sul proprio suolo armi nucleari di altri paesi.

“Italiani in Ucraina lascino il paese con ogni mezzo”

In Ucraina sono presenti 2.300 connazionali di cui oltre 1.600 residenti. Dal 12 febbraio la Farnesina ha raccomandato loro di lasciare il paese con i voli commerciali e, dal 24, l’avviso è stato modificato: il consiglio è quello di usare tutti i mezzi tuttora disponibili compresi i treni. Il personale dell’ambasciata si è spostato presso la residenza dell’ambasciatore Pierfrancesco Zazo, che voglio ringraziare per la dedizione e il coraggio mostrato in questi giorni.

“Italia aiuterà gli sfollati”

L’Italia è impegnata in prima linea per sostenere l’Ucraina in stretto coordinamento con i partner europei. La situazione umanitaria nel paese è sempre più grave e l’ufficio delle nazioni unite ha stimato in 18 milioni il numero di persone che potrebbe necessitare di aiuti umanitari nei prossimi mesi. Sono stimati in circa 400 mila i cittadini che hanno lasciato l’Ucraina per dirigersi nei paesi vicini.

L’Italia ha già finanziato 110 milioni di euro a favore di Kiev e stanziato 1 milione al Comitato Internazionale della Croce Rossa. Invieremo beni per l’assistenza alla popolazione, farmaci e assetti sanitari da campo. Siamo pronti a fare di più attraverso le principali organizzazioni umanitarie attive sul luogo e con dotazioni materiali. Abbiamo stanziato ulteriori 10 milioni e dichiarato uno stato di emergenza umanitaria che ha esclusivamente lo scopo di assicurare il massimo aiuto dell’Italia all’Ucraina, che non avrà conseguenze sul nostro paese e non cambia la decisione di porre fine, il 31 marzo, a quello per il Covid.

Domenica abbiamo valutato l’applicazione, per la prima volta, della direttiva sulla protezione temporanea prevista in caso di afflusso massiccio di sfollati, che garantirebbe agli ucraini in fuga di soggiornare nell’Unione Europea per almeno un anno ed eviterebbe l’attivazione di onerose procedure d’asilo dopo 90 giorni senza visto.

“Siamo pronti a schierare altri uomini”

In seguito all’intensificarsi dell’offensiva russa, abbiamo adottato una risposta dura e punitiva nei confronti di Mosca. Abbiamo emanato l’ordine di attivazione per tutti e cinque i piani di risposta graduale che ho già illustrato, cosa che consente di incrementare la postura di deterrenza sul confine orientale dell’alleanza con le forze già a disposizione. L’Italia è pronta a schierare altri uomini e ha risposto all’appello di Zelensky che aveva chiesto equipaggiamenti per difendersi dall’aggressione russa.

Ad un popolo che si difende da un attacco militare e ci chiede aiuto, non è possibile rispondere solo con incoraggiamenti e atti di deterrenza. L’Unione Europea ha dato costantemente prova di fermezza e unità adottando sanzioni senza precedenti che colpiscono diversi settori e individui, incluso Putin. La banca centrale russa non potrà usare le sue riserve internazionali per ridurre l’impatto delle misure restrittive. Stiamo valutando la rimozione dallo Swift di alcune banche russe, cosa che ha già fatto crollare il rublo e raddoppiare i tassi di interesse.

La Russia ha anche subito un durissimo boicottaggio sportivo, con l’annullamento di tutte le competizioni con squadre russe in ogni discipline. Siamo pronti ad altre restrizioni, io stesso ho proposto nuove sanzioni contro gli oligarchi tramite la creazione di un registro internazionale pubblico con i nomi di chi ha un patrimonio di oltre 10 milioni di euro. Allo stesso tempo è essenziale tenere aperto il dialogo con Mosca. Ai cittadini italiani preoccupati per questo conflitto, voglio garantire l‘incessante lavoro del governo per contrastare le possibili ricadute del paese. Abbiamo anche attivato un nucleo per monitorare la cybersicurezza e siamo al lavoro per mitigare l’impatto.

“Situazione si complica con stop a forniture di gas”

Al momento non ci sono segnali di interruzioni di forniture di gas, ma occorre comunque valutare ogni evenienza dato che noi importiamo il 95% del gas e oltre il 40% proviene dalla Russia. Abbiamo ancora 2 miliardi e mezzo di metri cubi di gas negli stoccaggi e l’arrivo di temperature più miti dovrebbe diminuirne l’utilizzo da parte delle famiglie. Se la Russia dovesse interrompere le forniture, la situazione rischia tuttavia di complicarsi. A questo proposito stiamo studiando misure per ridurre la dipendenza da Mosca: le opzioni al vaglio riguardano le importazioni da altri fornitori come Algeria e Azerbaijan, l’incremento della produzione termoelettrica e una maggiore flessibilità sui consumi industriali.

“La lotta che appoggiamo oggi è una difesa del nostro futuro”

É essenziale che si proceda spediti sul cammino della difesa della difesa comune per acquisire una vera autonomia strategica complementare all’alleanza atlantica. La minaccia russa è una spinta a investire sulla difesa come mai prima d’ora. Si può scegliere se farlo a livello nazionale o comune: il mio auspicio è che tutti i paesi scelgano di adottare il secondo approccio.

L’invasione della Russia è un attacco non solo all’Ucraina ma alla nostra concezione dei rapporto tra stati basati sulle regole e su diritti: non possiamo lasciare che si torni ad un sistema in cui i confini sono disegnati con la forza e la guerra è un modo accettabile per affermarsi. Il rispetto della sovranità democratica è una condizione per una pace duratura. La lotta che appoggiamo oggi e i sacrifici che compiremo domani sono una difesa dei nostri principi e del nostro futuro, ed è per questo che oggi chiedo al Parlamento il suo sostegno“.

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