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Ucraina, Kiev: “Oltre 1.110 raid contro i russi”. ONU: “Milioni di persone a rischio povertà”

Kiev ha reso noto di aver lanciato oltre 1.110 raid contro i russi. Un rapporto ONU ha intanto evidenziato il rischio povertà per milioni di persone.

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Mentre Zelensky afferma che la Russia non è ancora disposta a negoziare perché si sente forte, Kiev ha reso noto di aver lanciato migliaia di raid aerei contro i russi dal 24 febbraio.

Russia cambia strategia su Severodonetsk

Oleksiy Arestovych, consigliere dell’ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, ha reso noto che le truppe russe hanno cambiato tattica nella battaglia per Severodonetsk.

I soldati di Mosca si sarebbero infatti ritirati dalla città e ora la starebbero martellando con artiglieria e attacchi aerei.

Zelensky: “Russia si sente forte, non è disposta a negoziare”

Il leader ucraino ha affermato che la Russia non è disposta a negoziare la fine della guerra perché si sente ancora forte. Ai leader delle corporazioni statunitensi ha infatti detto che la partecipazione della Russia ai negoziati “non è possibile ora perché la Russia può ancora sentire il suo potere“.

Ha quindi chiesto sanzioni ancora più severe per indebolire economicamente Mosca.

Kiev: “Oltre 1.100 raid aerei contro i russi”

Le forze ucraine hanno lanciato oltre 1.100 attacchi aerei contro l’esercito russo dall’inizio della guerra. A renderlo noto è stato il comando dell’aeronautica di Kiev precisando che sono stati colpiti obiettivi come armamenti, truppe e centri logistici.

ONU: “Milioni di persone a rischio povertà”

Un rapporto delle Nazioni Unite ha affermato che la guerra in Ucraina sta aumentando le sofferenze di milioni di persone a causa dell’aumento dei prezzi di cibo ed energia, che si aggiungono alle difficoltà causate da una crescente crisi finanziaria, dall’impatto della pandemia di Covid e dai cambiamenti climatici.

Il rapporto ha inoltre sottolineato che la guerra “ha esacerbato una crisi globale del costo della vita mai vista in almeno una generazione” e sta mettendo a rischio l’obiettivo delle Nazioni Unite di porre fine alla povertà estrema nel mondo entro il 2030.

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