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Ucraina, Zelensky: “Siamo pronti ad accettare la neutralità e a parlare del Donbass”

Il presidente ucraino Zelensky si è detto aperto alla valutazione della neutralità del suo paese pur ribadendone la sovranità e l'integrità territoriale.

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In un’intervista realizzata con un’emittente russa, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l’Ucraina sta prendendo attentamente in considerazione la questione della neutralità nonché l’ipotesi di un compromesso sul Donbass.

Zelensky sulla neutralità dell’Ucraina

Lo status neutrale e non nucleare del nostro Stato: siamo pronti ad accettarlo“. Queste le parole del leader ucraino che ha comunque ribadito che qualsiasi accordo dovrà essere sottoposto ai cittadini in un referendum e che la sovranità e l’integrità territoriale sono fuori dubbio. “Le questioni del Donbass e della Crimea devono essere discusse e risolte nei colloqui di pace“, ha aggiunto.

Nonostante questa apertura, Kiev non si aspetta però nessuna svolta sulle questioni chiave.

Secondo il consigliere del ministero dell’Interno Vadym Denysenko “sulle questioni umanitarie possiamo ottenere dei risultati” mentre su argomenti più ampi “non credo in alcun risultato rivoluzionario“.

Cosa significa neutralità

Si tratta di una condizione che, sul modello di Austria e Svizzera, prevedrebbe la non adesione ad alleanze militari e la non partecipazione ai conflitti. Per l’Ucraina lo stato di neutralità permanente potrebbe essere un modo per porre fine alla guerra secondo il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov.

“Russia ci impedisce di restituire corpi dei soldati caduti”

Zelensky ha poi affermato che la Russia non sta consentendo all’Ucraina di restituire i corpi dei soldati russi caduti per nascondere all’opinione pubblica la reale entità delle perdite accusate durante l’invasione dell’Ucraina. Anzi, i russi avrebbero offerto agli ucraini dei sacchi della spazzatura” per conservare i corpi dei caduti. Molti di questi soldati uccisi in battaglia, ha spiegato, “sono solo ragazzini, nati nel 2003 o nel 2004“.

Si è infine espresso su Mariupol parlando di una città che sta vivendo una catastrofe umanitaria a causa dell’esercito russo che blocca tutti gli ingressi e le uscite. “Il porto è minato, è impossibile arrivarci con cibo, medicine e acqua“, ha affermato.

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