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UE, la commissaria della Salute Stella Kyriakides: “I Paesi meno vaccinati rappresentano un rischio”

La commissaria europea responsabile per la Salute, Stella Kyriakides, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla pandemia da coronavirus.

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La commissaria europea responsabile per la Salute, Stella Kyriakides, ha rilasciato alcune dichiarazioni relative all’andamento della pandemia da coronavirus, al termine della riunione del Consiglio dei ministri della Sanità dell’Unione Europea.

UE, la commissaria della Salute Stella Kyriakides: “I Paesi meno vaccinati rappresentano un rischio”

Nella serata di martedì 7 dicembre, al termine della riunione del Consiglio dei ministri della Sanità dell’Unione Europea, la commissaria europea responsabile per la Salute, Stella Kyriakides, si è espressa in merito alla pandemia Covid nel corso della conferenza stampa che ha seguito l’evento.

In questo contesto, Stella Kyriakides ha ribadito la necessità di “vaccinare quanti più cittadini europei il più presto possibile per colmare il gap di immunizzazione” dal SARS-CoV-2 che si evidenzia rispetto ai Paesi che hanno registrato minori inoculazioni dei vaccini anti-Covid.

Secondo quanto riferito dalla commissaria, infatti, questi Paesi “rappresentano un rischio per l’UE nel suo insieme perché danno respiro alle varianti più severe e trasmissibili del virus”.

A questo proposito, Stella Kyriakides ha sottolineato: “Ci sono ancora 6 Stati membri che hanno un tasso di vaccinazione Covid complessivo inferiore al 55% (Bulgaria, Romania, Slovacchia, Croazia, Polonia e Slovenia). I gruppi o le sacche di Paesi o regioni meno vaccinati rappresentano un rischio per l’Ue nel suo insieme – e ha aggiunto –.

Serve un’azione urgente e coordinata a partire dai vaccini per rispondere rapidamente all’evolversi di una situazione difficile”.

UE, la commissaria della Salute Stella Kyriakides: “Dobbiamo usare i vaccini con urgenza”

La commissaria europea responsabile per la Salute, poi, ha rilasciato alcune dichiarazioni strettamente legate allariunione del Consiglio dei ministri della Sanità dell’UE, ribadendo: “Tutti noi nella riunione di oggi abbiamo riconosciuto che ci troviamo di fronte a una situazione epidemiologica molto impegnativa a causa della combinazione di diversi fattori: l’elevata trasmissibilità della variante Delta, insieme all’ampio gap vaccinale e all’allentamento delle misure non farmaceutiche e dei comportamenti personali.

Avevamo detto che l’inverno sarebbe stato un periodo impegnativo, e da due settimane stiamo seguendo da vicino i nuovi sviluppi relativi alla variante Omicron. Mentre aspettiamo che la scienza ci dia ulteriori informazioni, dobbiamo agire con urgenza ora e in modo coordinato. Abbiamo strumenti per rispondere rapidamente all’evolversi della situazione, a cominciare dai vaccini. Dobbiamo usare urgentemente i vaccini per colmare il divario di immunizzazione. Dobbiamo vaccinare il maggior numero di cittadini dell’Ue il più rapidamente possibile, dobbiamo proteggere più persone dalle conseguenze più gravi del virus e dalla diffusione di nuove varianti”. 

UE, la commissaria della Salute Stella Kyriakides: “Serve uno sforzo collettivo contro la pandemica Covid”

In Europa, al momento, il 77% della popolazione adulta e il corrispondente 66% dei cittadini totali risultano essere vaccinati ma, come evidenziato da Stella Kyriakides, “ci sono ancora sei Stati membri che hanno un tasso di vaccinazione complessivo inferiore al 55%”. Nello specifico, esaminando i dati riportati dalla mappa del Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc), i sei Paesi in questioni sono la Bulgaria, con un tasso di vaccinazione a completa corrispondente al 25,9%; la Romania, con il 38,3%; la Slovacchia, con il 46,3%; la Croazia, con il 47,7%; la Polonia, con il 54,0%; e la Slovenia, con il 55,3%. 

La commissaria, tuttavia, ha anche osservato che “è incoraggiante vedere che le campagne di richiamo sono ora in pieno svolgimento in molti Stati membri”.

Infine, Stella Kyriakides ha ammesso: “Sappiamo tutti che è difficile chiedere nuovamente ai nostri cittadini, dopo quasi due anni di Covid-19, di continuare ad applicare questa autodisciplina e seguire queste misure ogni singolo giorno. È particolarmente difficile ora, con l’avvicinarsi del periodo di fine anno e l’aspettativa di tanti di potersi riunire con amici e famiglie. Ma se vogliamo proteggerci a vicenda, queste misure sono più importanti che mai. Questa è una responsabilità e uno sforzo collettivo, dei cittadini, degli Stati membri e della comunità globale”. 

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