×

Un cane sperduto può ritrovare la via di casa?

default featured image 3 1200x900 768x576

14

I cani hanno un senso dell’orientamento molto sviluppato che fa parte del loro patrimonio ereditario.

Si aiutano molto con l’udito e l’odorato e con il loro spirito di osservazione e riescono a tracciare vere e proprie mappe mentali del territorio circostante. A volte viaggiano per chilometri, e non è stata trovata alcuna spiegazione scientifica a questo fenomeno. Gli scienziati hanno ipotizzato una forma di telepatia e la possibilità che il cane venga guidato dai campi elettromagnetici, ma sono ancora teorie non provate.

Il cane era in origine un animale da branco, e i progenitori del cane domestico non potevano sopravvivere se non in gruppo.

Pertanto, quando si allontanavano dal branco alla ricerca del cibo, dovevano esser capaci di tornarvi, pena la morte. Ecco il motivo per cui si andò sviluppando il loro innato senso dell’orientamento. Chi era più bravo a tornare nel branco aveva più probabilità di sopravvivere, pertanto questo tipo di geni divenne ereditario. Questo secondo la teoria del comportamentalista animale Nicholas Dodman.

Proprio come l’uomo, usando il suo spirito d’osservazione il cane si traccia mappe mentali per ritrovare la strada.

I cani osservano il paesaggio circostante e memorizzano segnali, come alberi o campi, oppure anche una casa di gente che li abbia accolti amichevolmente.

Il loro odorato particolarmente sviluppato, combinato all’udito fine, si rivela un grande alleato per ritrovare la strada. Ad esempio il suono di un fiume o gli odori di una fattoria possono essere validi segnali-guida.

Ma l’uso della vista, dell’odorato e dell’udito non basta a spiegare l’abilità apparentemente soprannaturale del cane di ritrovare la via di casa percorrendo enormi distanze. Ci sono casi documentati di cani che hanno percorso migliaia di chilometri per ritrovare la loro casa e i loro padroni. Lo scrittore Victor Hugo aveva un barboncino, Baron, che camminò da Parigi fino in Russia (più di 3000 km!) in meno di un mese per ritrovare il suo padrone. Hugo aveva dato Baron ad un amico perché lo disturbava mentre scriveva e interferiva con il suo lavoro, ma dopo questo episodio i due non si lasciarono più. Alcuni scienziati hanno ipotizzato che, come gli uccelli, i cani sfruttino i campi magnetici e il sole per ritrovare la via.


Contatti:
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Contatti:

Leggi anche

Contents.media
Ultima ora