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Un rospo nelle vie dello shopping a Lecce in attesa di essere baciato
Lifestyle

Un rospo nelle vie dello shopping a Lecce in attesa di essere baciato

Incredibile un rospo in pieno centro a Lecce, proprio nella zona dello shopping, magari un principe in cerca di una bella donzella che lo baci e lo rifaccia tornare con l’aspetto del principe. Non è un caso che nelle favole i principi vengano spesso trasformati in rospi. Questo tipo di animale ha la capacità di accoppiarsi per dieci lunghe ore. Incredibile per noi essere umani perennemente assillati dal tempo. Si inizia a fare l’amore alle undici di sera e si finisce la mattina seguente alle nove. Se poi dovesse capitare di avere un incontro amoroso in pausa pranzo attorno alle due, quando si torna alla routine è già mezzanotte. Ma cosa accade al rospo che torna a essere principe ? La principessa potrebbe non gradire il brusco ritorno alla realtà. Perché allora non passare dal rospo all’albatro che è la creatura più romantica del pianeta e sbaciucchia la femmina corteggiandola per quattro anni prima di arrivare al dunque.

Pare uno sfinimento ma il rapporto non si logora come può capitare a un leone che fa all’amore una cinquantina di volte al giorno per qualche secondo. Il rospo scoperto a passeggiare per le vie del centro, tra via Trinchese e piazza Mazzini, a Lecce, potrebbe essere un esemplare da guinness dei primati, a giudicare dai commenti dei biologi dell’ufficio Ambiente. Il rospo, protetto dalla convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore, è l’anfibio più grande d’Europa, e può raggiungere addirittura i 20 cm (zampe escluse). La sua vita è prevalentemente notturna, frequenta normalmente ambienti asciutti ma tende a tornare sempre nella stessa pozza d’acqua per riprodursi, a volte percorrendo anche diversi chilometri. Durante questi spostamenti molti individui riproduttori vengono uccisi dalle automobili. Per questo motivo questo animale tende a scomparire dalle zone più antropizzate. Nonostante la relativa abbondanza, il rospo comune presenta, quindi, un elevato grado di minaccia ed è per questo che gli ispettori ambientali dell’assessorato alle Politiche ambientali non hanno esitato ad allertare gli operatori del Museo di Storia naturale e Osservatorio faunistico provinciale di Calimera, i quali hanno preso in consegna l’esemplare per rimetterlo in libertà in un ambiente più consono dopo aver prestato le eventuali cure necessarie.

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