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Un satellite con il logo dell’Università di Torino

Il Politecnico di Torino ritenta la sua avventura tra le stelle. E anche questa volta lo fa con un oggetto piccolo per dimensioni ma grande come idea e come impegno. Un nuovo tentativo per lanciare nello spazio un piccolo satellite interamente costruito da un team dell’ateneo torinese guidato dal professor Sergio Chiesa. «Il precedente tentativo del 2006 – spiega l’ingegner Sabrina Corpino, torinese e responsabile del nuovo satellite battezzato e-st@r (educational satellite @ politecnico di torino) – fallì per un guasto al razzo russo che ne tentò l’invio in orbita. Per e-st@r potremo invece disporre di Vega, il nuovo razzo europeo il cui lancio inaugurale avverrà, salvo rinvii, a febbraio 2011».
E forse era destino che dovesse essere proprio il Vega a lanciare il mini-satellite, già pronto in uno dei laboratori del Dipartimento di Ingegneria Aeronautica e Spaziale del Politecnico.

Anche il nuovo razzo è nato a Torino, all’inizio degli anni Novanta, da un gruppo di ingegneri Fiat Avio.

Ora il programma, divenuto a tutti gli effetti dell’Agenzia Spaziale Europea, si avvia al battesimo spaziale e l’Esa, per festeggiare il primo volo, ha offerto la possibilità di ospitare in cima al razzo Vega satelliti costruiti da studenti e ricercatori di alcune università europee. In orbita quindi, con l’effigie dell’ateneo torinese, andrà e-st@r, piccolo satellite frutto della volontà di far sentire la voce di Torino e del Poli nell’ambito di progetti internazionali tecnologicamente e scientificamente avanzati.

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