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Una corrida particolare
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Una corrida particolare

Il pubblico rumoreggia in attesa che lo spettacolo cominci. Dagli spalti si sentono le grida impazienti di chi aspetta la scarica di adrenalina che regala il Campione ogni volta che entra nell’arena.

Le regole della corrida sono ormai da tempo cambiate, niente più picadores nè banderilleros, solo El Toro e El Torero, in uno scontro a suon di cornate, colpi di spada e sventolii di muleta. Gli spettatori aspettano la tenzone, l’uomo contro il toro, in una lotta dal sapore più che mai antico e crudele.

El Toro e El Torero entrano contemporaneamente nell’arena. Il pubblico esplode ed incita il Campione all’azione.

Lo spettacolo si svolge rapidamente, con colpi di corna, di spada e mulinare di muleta. Sangue caldo zampilla ora dall’uno, ora dall’altro, entrambi concentrati nell’azione belligerante che per loro, i protagonisti, può terminare solo in vita o morte.

Alla fine il Campione trionfa, lasciando a terra l’avversario sanguinante.

Si rivolge alla folla, in attesa di un segno di grazia per lo sconfitto. Ma il segno non arriva, ed allora lo finisce. A questo punto piega il ginocchio per salutare il pubblico acclamante e lascia andare un poderoso muggito.

Il Campione, El Toro, ha trionfato ancora. La folla lo osanna, ignara della sua tristezza, della sua stanchezza.

Mentre si avvia verso le stalle, El Toro guarda con compassione El Torero a terra. Pensa che era un uomo giovane, avrebbe potuto farsi una famiglia, veder crescere i suoi figli. Ma tuttavia deve essere grato dell’epilogo. Fino a qualche anno prima, la vittima sarebbe stato lui senza nessuno scampo.

Ma il pubblico, crudele e capriccioso, aveva preteso che le regole cambiassero. Avevano preteso che la lotta fosse pari. Tanto in fin dei conti non cambiava niente per gli spettatori, perchè chi si diverte a veder uccidere un animale, si diverte anche a veder uccidere un uomo.

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