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Una Juve sulle gambe stecca la prima: il Bari trionfa 1-0

La Juve stecca malamente la prima. Dopo i botti di mercato, gli arrivi in sequenza di Krasic, Aquilani, Quagliarella, dopo il passaggio dell’ultimo turno preliminare di Europa League e l’approdo alla fase a gironi, dopo la rinascita di un entusiasmo ritrovato, giunge inaspettata la caduta nel primo turno di campionato giocato ieri sull’ostico campo di Bari. Una Juve spenta, sulle gambe (come sulle gambe in ogni caso sono sembrate tutte le italiane impegnate nel ritorno dei play off) ha sofferto un Bari che è ripartito esattamente da dove aveva concluso e stupito: gioco spumeggiante, Almiron monumentale, imprendibile sulle fasce e con l’eurogol trovato da Donati a far da ciliegina su una torta riuscita un capolavoro. Alvarez sulla destra e Ghezzal sulla sinistra con irrisoria facilità riuscivano a cogliere alle spalle i terzini bianconeri con dei tagli puntualmente serviti dai propri compagni, la cerniera di centrocampo a garantire qualità e quantità sia nel servire i compagni, sia nel possesso, palla sia nel fare da filtro, la difesa che sembra non aver subito le cessioni di Ranocchia e di Bonucci – che con il bianconero addosso si è presentato al San Nicola da ex -, e con i due avanti sempre pericolosi e sguscianti.

Quagliarella abulico, Krasic invisibile, Pepe sottotono, la Vecchia Signora più volte ha rischiato di capitolare, sia prima della rete dell’1-0, con la quale si è chiuso il match, sia successivamente, rischiando di subire un passivo più pesante. Partita da dimenticare (allo scadere anche l’occasione che non ti aspetti per pareggiare, capitata sulla testa di Chiellini, che solo davanti a Gillet manca incomprensibilmente alto), o magari da analizzare con attenzione per correre ai ripari (sebbene parlare in questo modo a stagione iniziata sia esagerato) negli ultimi due incandescenti giorni di mercato. Serve potenza in avanti – tanto più che Amauri resterà fuori ancora per qualche tempo –, serve ancora una valida alternativa in difesa, ma fondamentalmente non bisogna drammatizzare, perché la gara del giovedì può risultare un taglia gambe micidiale, come dimostrato nei campionati scorsi da tutte le compagini che hanno avuto la “sventura” di disputare l’ “Europina”.

E quindi aspettando gli ultimi – sicuri – colpi del dg Marotta, impegnatissimo a Milano per concludere le ultime trattative, resta di sicuro l’amaro in bocca per una partenza che ovviamente tutti avrebbero desiderato molto migliore, con i muscoli in fibrillazione per la voglia di eliminare immediatamente lo zero nella casellina dei punti in classifica ma con la beffa di dover attendere, tuttavia, due settimana causa pausa-nazionale. La Juve parte col piede sbagliato, e sicuramente un brivido ha camminato irrisorio sulla schiena di tutti coloro hanno raffigurato davanti ai propri occhi l’incubo della stagione passata, come se quello di Bari fosse un virtuale congiungimento tra le due stagioni, ma il lavoro compiuto da mister e società in questa campagna acquisti è stato molto positivo, e quella in terra di Puglia potrebbe in realtà rivelarsi solo uno degli ultimi postumi di una stagione-sbronza.

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