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Una sciagura per l’Umanità:la Peste

Breve storia della "peste"

La peste, malattia contagiosa e dal decorso inesorabile, rappresenta una costante sciagura nel corso della storia dell’Uomo.

Essa è una malattia dei topi trasmessa agli umani dalla pulce, che passando dagli uni agli altri è in grado di trasmetterne il bacillo.

L’incubazione del male dura da uno a sei giorni, poi sopraggiunge un malessere generale, e infine, nel preciso punto del contagio, si forma un bubbone duro e doloroso; la temperatura corporea sale fino a 42° e causa complicazioni cardiache e renali. La morte sopravviene fra dolori lancinanti.

La peste si diffuse per la prima volta in tutto il bacino del Mediterraneo durante il periodo di governo di Marco Aurelio: il grande Imperatore romano ne rimase vittima egli stesso nel 180 d.C., mentre i morti in Europa furono milioni.

Addirittura peggiore fu la cosiddetta “peste di Giustiniano” diffusasi tra il 600 e l’800, dopodiché essa fece una pausa di qualche secolo per ricomparire ciclicamente in Europa e Asia a partire dal 1348, anno in cui, solo nel Vecchio Continente, provocò la morte di circa 20 milioni di persone.

L’epidemia scoppiata nel corso del secolo XVII fu trattata anche da Alessandro Manzoni nelle memorabili pagine de I promessi sposi.

Si dovrà aspettare il 1894 perché si trovi una cura per questa malattia, grazie al biologo francese J.E.Yersin che riuscì per la prima volta a individuarne il bacillo responsabile.

Oggi, fortunatamente, esistono controlli ad ampio raggio per prevenire e possibilmente evitare scoppi di epidemie, ma focolai di peste continuano a sussistere nelle zone del mondo più gravemente colpite da guerre e disordini interni, soprattutto in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia, ma anche in alcuni punti delle Americhe.

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