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Una setta di banchieri a capo della finanza mondiale
Cronaca

Una setta di banchieri a capo della finanza mondiale

Dopo il terremoto provocato da Wikileaks nel mondo diplomatico ora è il mondo della finanza a tremare.
Il ministero della Giustizia di Washington ha creato una task force investigativa, per indagare sul possibile rischio di frodi capaci di mettere a rischio la stabilità delle maggiori banche – e dunque i risparmi di milioni di cittadini –
Da questa indagine è emersa una cricca composta dai nove banchieri delle più importanti istituzioni finanziarie di Wall Street che si riuniscono il terzo mercoledì di ogni mese nel Distretto finanziario di Manhattan per assicurarsi il controllo e la floridezza del mercato dei derivati.

Sono state raccolte testimonianze fra gli alti funzionari di Bank New York Mellon, fondata nel 1784, che hanno consentito di ricostruire come la loro richiesta di entrare nel «club del mercoledì» – che porta il nome di Ice Trust – sia stata rifiutata dai nove banchieri sulla base della convinzione che «la domanda non era sostenuta da un sufficiente volume di scambi di derivati durante l’anno».

«Si tratta di una risposta assurda perché siamo una delle banche da più tempo attive nel Distretto finanziario» ha fatto presente Sanjay Kannambadi, ceo della sussidiaria creata da Bank New York Mellon per entrare nell’Ice Trust, secondo il quale «il vero motivo per cui ci hanno tenuti fuori è la volontà di mantenere alti margini di profitto e di non condividere con altri la redazione delle regole che governano questo tipo di scambi».

Di fronte a tale ricostruzione il titolare dell’indagine Robert Litan ha riscontrato la possibile creazione di un gruppo finanziario impegnato a gestire il mercato dei derivati con metodi non pubblici,una sorta di setta segreta di banchieri nel cuore di Wall Street per gestire i prodotti derivati che continuano a essere quelli capaci di garantire i maggiori profitti economici.

Da qui l’inchiesta, solamente all’inizio, che minaccia di mettere a soqquadro Wall Street.

Gary Gensler, presidente della Commodity futures trading commission incaricata di regolare gli scambi della maggioranza dei derivati, suggerisce la necessità di «una maggiore supervisione sull’operato delle banche» per scongiurare il rischio di intese non pubbliche destinate ad «aumentare i costi per tutti i cittadini americani». Ma i membri del «club del mercoledì» respingono tali accuse, affermando l’esatto contrario. «Il sistema creato consente di ridurre i rischi esistenti in questo mercato e fino a questo momento la cooperazione fra noi si è rivelata un successo» ha dichiarato al New York Times una portavoce di Deutsche Bank, lasciando intendere che il super-club svolge quelle mansioni di controllo che la riforma finanziaria non è riuscita ad assegnare ad alcuna istituzione.

© Riproduzione riservata

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